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“LA BELLE EPOQUE. Illustri persuasioni. Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce” Treviso dall’8 aprile 2017

Il progetto inaugurale del Museo Nazionale Collezione Salce intende proporre un campionario di eccellenze della raccolta, connotandone in modo spettacolare la rinnovata e permanente esposizione in Treviso.

L’evento Illustri persuasioni. Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce si articolerà in 3 momenti espositivi, organizzati per cronologia:
1. La Belle Epoque;
2. Tra le due guerre;
3. Dal secondo dopoguerra al 1962.

Durante poco meno di un anno, senza soluzione di continuità, saranno circa 300 i pezzi della Collezione proposti alla visione diretta del pubblico: una sorta di antologia della grafica pubblicitaria per come la scelse e la conservò Nando Salce, dalla prima giovanile acquisizione del 1895 fino al momento in cui la morte – nel dicembre del 1962 – pose fine alla sua appassionata, vorace e ininterrotta attività di raccolta.

Il primo evento, La Belle Epoque, rinnoverà i fasti di un momento storico tra i più vivaci e innovativi dell’epoca moderna, caratterizzato da grandi trasformazioni urbane e di costume: le Esposizioni Universali, l’architettura del ferro e del vetro, la bicicletta e l’automobile, la luce elettrica, la moda per tutti, i cabaret, l’assenzio e lo champagne. Un’epoca che, nonostante le oggettive diseguaglianze e povertà, ammantò se stessa di un’esuberante joie de vivre, decorata di fiori e scintillante di luci. Un’epoca in cui, come ebbe a dire il grande Marcello Dudovich, “non si poteva non avere fiducia nell’avvenire”.
Un’epoca che, come noto, fu anche indiscutibilmente l’age d’or del cartellonismo, di quelle grandi immagini colorate, subito popolari e amatissime, che tappezzarono i muri delle città e sollecitarono vere e proprie manie, dalla Parigi dei café chantant fino alla provinciale Treviso del giovane Nando Salce.

Con l’intento di rinnovare il coinvolgimento fisico dello spettatore davanti ai grandi cartelloni da strada, la mostra di apertura del Museo Nazionale Collezione Salce proporrà le pattinatrici di Jules Chéret, le ballerine di Leonetto Cappiello, le preziose figure di Alfonse Mucha, le dame alla moda di Terzi, di Villa, di Mazza. Ma illustrerà anche quella via tutta italiana al cartellonismo nella quale i decori floreali e i linearismi a colpo di frusta convivono con figure accademiche di classica memoria, come nel giovane Marcello Dudovich, in Leopoldo Metlicovtz o in Giovanni Maria Mataloni, autore di quel Incandescenza Auer che fu il primo celeberrimo acquisto di Salce.

Non mancherà anche il più austero, raffinatissimo, linguaggio germanico, coi capolavori della Secessione Viennese, da Kolo Moser ad Alfred Roller, e con le declinazioni italiane di Magrini, Anichini, Bonazza.
Per la prima volta, infine, i manifesti di grande dimensione saranno affiancati da materiali diversi presenti in Collezione, come calendari, locandine, latte serigrafate; e sarà proposta una selezione di foto storiche attraverso la quale ricostruire i fasti di un’epoca indimenticata e tuttora seducente.
Ce la rammentano i ricordi di Marcel Proust davanti a una delle tante colonne-chiosco allora dedicate all’affissione: “Tutte le mattine correvo alla colonna Morris per vedere gli spettacoli che annunciava. Nulla era più disinteressato e più felice dei sogni offerti alla mia fantasia […] e che erano condizionati a un tempo dalle immagini inseparabili delle parole che componevano il titolo e anche dal colore dei cartelloni ancor umidi e gonfi di colla su cui questo spiccava…”.

APPUNTAMENTI
dal 10 marzo all’11 giugno 2017: La Belle Epoque
dal 30 giugno all’8 ottobre 2017: Tra le due guerre
dal 20 ottobre 2017 al 12 gennaio 2018: Dal secondo dopoguerra al 1962

Museo Nazionale Collezione Salce
Treviso – via Carlo Alberto 31
www.collezionesalce.beniculturali.it


Nando Salce. Breve biografia

Nato il 22 marzo 1877 a Treviso, il ragionier Ferdinando, detto Nando, maturò ben presto un’incontenibile passione per le affiches e, grazie all’agiata condizione economica della famiglia, poté dedicarsi all’attività collezionistica in modo pressoché totalizzante.

Ancora ragazzo acquistò, quale pezzo d’esordio, il celeberrimo Incandescenza a gas Auer, realizzato da Giovanni Maria Mataloni nel 1895: l’aneddotica intorno all’accattivante voluttà del soggetto si è a dir poco sprecata nelle cronache biografiche pubblicate negli anni; ma ciò che più conta è che tale acquisto, come i successivi, rivela l’attenta lettura dei pionieristici articoli di Vittorio Pica sul cartellonismo apparsi in “Emporium”; ed è pertanto un precoce segnale di quella consapevolezza critica che connoterà l’intero impegno collezionistico del Salce.

Al 1898 risalgono i primi documenti di una nutrita corrispondenza, che prosegue ininterrotta fino ai suoi ultimi anni di vita, con editori e tipografi specializzati nel ramo pubblicitario (Wild e Tensi di Milano, Alessandro Marzi di Roma, Salomone di Roma, Chappuis di Bologna, Ricordi di Milano, Cassan di Tolosa, Hirth’s Verlag e Bruckmann di Monaco di Baviera), con le ditte e le aziende committenti, con gli stessi cartellonisti (del Mataloni rimase ammiratore fedele, al punto da commissionargli il disegno della sua carta intestata), con gallerie specializzate (Sagot di Parigi).

Secondo un metodo tipico di ogni collezionista, Salce scambia pezzi doppi con gli esemplari che desidera. La corrispondenza con Sagot lo testimonia con evidenza fin dai primi anni: scambia Adolf Hohenstein con Jules Chéret, Giovanni Battista Carpanetto con Alfons Mucha, Aldo Mazza con Orlando Orlandi, ma sembra che il flusso maggiore sia, già fin dal 1898, da Treviso verso Parigi.

Un turbinio di rapporti che portò il ragioniere a perdere il conto della sua collezione. Tanto che egli finì con il sottostimarla, ritenendo egli di possedere all’incirca 15.000 pezzi.

Senza dunque produrre alcun elenco, con testamento del 26 aprile 1962 Nando Salce così determinava le sorti della sua straordinaria raccolta: Lego allo Stato italiano, rappresentato dal Ministero della Pubblica Istruzione la mia collezione di manifesti pubblicitari raccolti durante un settantennio esistenti tutti e soltanto nei solai della mia casa in Borgo Mazzini 48, in Treviso, della quale collezione molti giornali, riviste e mostre hanno rilevato l’importanza per la storia degli stili e degli artisti e per le evoluzioni degli usi e costumi della collettività e ciò perché serva in scuole e accademie preferibilmente locali o del Veneto, a studio e conoscenza di studenti, praticanti e amatori delle arti grafiche.

Nonostante l’iniziale freddezza dell’amministrazione comunale, grazie anche alla mediazione di Bepi Mazzotti, la corposa Collezione – 24.580 i pezzi allora inventariati – venne mantenuta in Treviso.

La scelta del MIBACT, attraverso il nuovo Museo Nazionale Collezione Salce, è quella di ribadire il legame della Collezione con la città, in memoria dell’appassionato collezionista.

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