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30ª BIAF report

Si è appena concluso l’importante evento antiquariale nella prestigiosa sede di Palazzo Corsini.
Più di 3.000 le opere presentate da 80 prestigiosi mercanti d’arte italiani e stranieri.

 

 

Gli ambienti scenografici di Palazzo Corsini erano stati valorizzati dall’interior designer Matteo Corvino che ha rimodellato gli spazi adibiti agli stand facendo uso di lastre di vetro inframmezzate da fresche bordure di bosso. L’allestimento della 30ª Biennale di Firenze, dunque si configurava più “moderno” rispetto a quello dell’edizione precedente ed in perfetta sintonia con la tendenza ad accogliere opere d’arte che, per la prima volta, arrivavano fino agli anni ’80 del Novecento.
L’edizione 2017, infatti, pur continuando a proporre una vasta gamma di sculture, dipinti, disegni, arredi e oggetti di epoca antica, ha sancito l’interesse del mercato verso opere sempre più recenti mentre è in crescita una nuova generazione di collezionisti interessati a pezzi di grande prestigio, anche non necessariamente capolavori, il cui range va dai 20.000 ai 350.000 euro.

 

 

I prezzi delle opere degli antiquari intervenuti a Firenze andavano dalle poche centinaia di euro a cifre a sei zeri. Abbiamo notato con piacere che alcuni di essi hanno scelto di presentare i loro oggetti organizzandoli in piccole mostre tematiche o monografiche e comunque cercando di proporsi seguendo una progettualità espositiva. È il caso della della Galleria Berardi di Roma che offriva uno spaccato di grande interesse sulla scultura italiana tra il 1920 al 1934 attraverso la raccolta “10 sculture, tradizione e modernità tra le due guerre”. La Galleria Copetti Antiquari di Udine optava viceversa per la soluzione monografica esponendo una selezione di opere sperimentali e polimateriche di Mirko Basaldella. Stesso modus anche per W&K Wienerroither&Kohlbacher di Vienna, presenti con una serie di disegni di Egon Schiele e di Gustav Klimt tra i quali uno studio per la celebre Salomé. La Galleria d’Arte Frediano Farsetti, invece, ha portato a Firenze un nucleo di opere più recenti fra le quali spiccava una Superficie Bianca di Enrico Castellani del 1980. Grande interesse ha suscitato l’esposizione di una raccolta di 300 cammei, non in vendita, facenti parte della collezione dell’antiquario Dario Ghio di Montecarlo, e in particolare l’esemplare in onice a due strati che ritrae il profilo di Luigi XV inserito nella montatura di un anello in oro del XVIII secolo: la curiosità è che fu finemente cesellato dalla Marchesa di Pompadour.

 

 

Molti i mobili e gli oggetti d’arredo di altissimo livello: lacche veneziane del ’700, tavoli in commesso di pietre dure, cassettoni intarsiati con essenze pregiate, inginocchiatoi, specchiere, vasi, porcellane, lampadari. Fra questi colpiva un rarissimo lampadario a chiocche a ventisei bracci su due ordini di palchi in vetro trasparente e policromo, realizzato dalla fornace Briati di Murano nella prima metà del XVIII secolo; stimato circa 100.000 euro, era esposto presso la Piva&C, di Milano. Interessante e particolare la Buca per le denunce segrete presentata dalla Galleria W. Apolloni, una lastra di marmo con epigrafe risalente tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, molto probabilmente proveniente da Venezia dove questo genere di oggetti venivano usati per denunciare il contrabbando di grano.
Tra le opere degli antichi maestri spiccavano la Piazza della Bocca della Verità, con Piazza Santa Maria in Cosmedin e il Tempio di Ercole Vincitore di Gaspare Vanvitelli, veduta proposta da Cesare Lampronti Old Masters Paintings, Roma, la tela di Luca Giordano San Luca che dipinge la Vergine della Galerie Michel Descours di Lione, il disegno Studio di nudo virile, di Tintoretto, presentato da Enrico Frascione di Firenze.

 

La Mostra collaterale

In Biennale, per la prima volta è stato possibile ammirare un nucleo di opere provenienti dalla Collezione d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, esposte nell’ambito dei festeggiamenti per i 25 anni di attività. La raccolta comprende dipinti dalla fine del XIII secolo fino al Novecento ed è naturalmente legata al territorio fiorentino e toscano. Tra gli undici pezzi esposti spiccavano due piccoli tondi a fondo oro di Giotto raffiguranti San Francesco e San Giovanni Battista e la grande tavola con L’incoronazione della Vergine recentemente attribuita a Bicci di Lorenzo.

 

Le opere premiate

Come nelle passate edizioni una commissione scientifica ha assegnato i premi per la più bella scultura e per il più bel dipinto fra quelli esposti alla Biennale.
Per la pittura il riconoscimento è andato ex aequo all’Allegoria della Pazienza di Carlo Dolci (1616-1687) presentata da Carlo Orsi di Milano e al Carro d’oro del Principe Borghese per il Carnevale di Roma del 1664 firmata da Johann Paul Schor, una tela di grandi dimensioni esposta da Alessandra Di Castro, Roma.
Il premio per la scultura è stato conferito al San Giovanni Evangelista di Giovanni Angelo del Maino (documentato tra il 1496 e il 1536) proposto dalla Galleria Meheringer Benappi di Torino. La figura, modellata in legno di tiglio, alta 143 cm, è tratta da un gruppo di compianto formato da sette figure scolpite nella prima metà del ’500 per il convento dell’Annunciata di Piacenza.

“Carro d’oro del Principe Borghese per il Carnevale di Roma del 1664”, olio firmato Johann Paul Schor, esposto dalla Galleria Alessandra Di Castro, Roma, vincitore ex aequo del premio al più bel dipinto presente alla BIAF 2017”

 

Il pubblico

La 30ª edizione della BIAF ha registrato oltre 30.000 presenze tra cui, personaggi del cinema, della moda e dell’industria, collezionisti da tutto il mondo, e richiamato specialisti di altissimo livello: soprintendenti, direttori di musei e curatori provenienti, tra gli altri, dal Metropolitan Museum di New York, dal Getty Museum di Los Angeles, dal Bode Museum di Berlino e della Galleria Borghese di Roma, tutti giunti a Firenze in cerca di nuove opere per le loro istituzioni.

 

Numerose trattative sono state concluse e procedure di acquisizione sono state avviate da parte di importanti musei italiani; la Galleria dell’Accademia di Firenze, ad esempio, ha acquistato due tavole di Mariotto di Nardo di Cione ( Firenze, 1365-1424 ca.) raffiguranti i santi Giovanni Battista e Nicola di Bari e Antonio Abate e Giuliano, esposte alla BIAF dalla galleria Salomon di Milano. In termini commerciali, questa edizione si è rivelata particolarmente positiva superando i risultati della precedente e confermando una completa ripresa nel mercato dell’arte: “Un grande successo – ha dichiarato soddisfatto il Segretario Generale BIAF Fabrizio Moretti – tutti i mercanti hanno venduto almeno un oggetto”.

Veduta dello stand della Galleria antiquaria Pratesi, Firenze

Immagine di copertina: Il portone d’ingresso alla “Biennale di Firenze”


 

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