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Arte e territorio Rubriche 

“Legati da una Cintola”. Fede e tradizione a Prato

Il Museo di Palazzo Pretorio dedica una grande esposizione al simbolo religioso e civile della città

Città legata a una produzione tessile che già nel Trecento vede Francesco di Marco Datini protagonista della prima esperienza mercantile globalizzata, Prato offre al visitatore un’anima artistica che affonda le sue radici in un passato ancor più remoto.
Testimoni della secolare vocazione culturale sono le sue grandi risorse d’arte antica: dal Castello dell’Imperatore, unica testimonianza centro-settentrionale di architettura sveva dell’epoca di Federico II, alla Cattedrale di Santo Stefano arricchita dal ciclo di affreschi di Filippo Lippi, dal Museo del Tessuto al Museo dell’Opera del Duomo che ospita testimonianze legate al culto della Sacra Cintola.
Proprio a questa importante reliquia, custodita con orgoglio quale simbolo religioso e civile dell’identità pratese, è dedicata l’esposizione Legati da una cintola – L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città, visibile fino al 14 gennaio 2018 presso il Museo di Palazzo Pretorio, uno dei più raffinati edifici pubblici toscani del Medioevo, sede della Galleria Comunale d’Arte dal 1912.
Al centro dell’evento espositivo curato da Andrea De Marchi e Cristina Gnoni Mavarelli, la ricomposta pala dell’Assunta di Bernardo Daddi che torna a farsi ammirare inaugurando i nuovi spazi del Museo recuperati nell’attiguo edificio dell’ex Monte dei Pegni; insieme ad essa, oltre 60 opere tra dipinti, sculture, miniature, cinture profane e oggetti che raccontano la città e il suo patrimonio artistico focalizzato sull’affascinante presenza della reliquia della Sacra Cintola all’interno del Duomo di Prato.

 

Storia della Sacra Cintola

Il Sacro Cingolo, ovvero la Sacra Cintola che si narra appartenesse alla Vergine Maria, è fulcro delle vicende storiche della città. L’origine del suo culto risale al XII secolo.
Leggenda ed espressione di fede mariana allo stesso tempo, il manufatto ha fatto da spunto all’intensa attività artistica che soprattutto tra Due e Trecento – secoli di grande prosperità cittadina – vide le ricche famiglie del luogo offrire lavoro ad artisti quali Giovanni Pisano e Bernardo Daddi affinché dessero risonanza alla loro devozione attraverso la rappresentazione della reliquia e della vicenda ad essa legata.
La storia, basata su un testo apocrifo del V-VI secolo, narra che la Cintola fu consegnata a San Tommaso dalla Madonna stessa al momento della sua assunzione al cielo.

Maestro di Cabestany, attivo tra Catalogna e Toscana nella seconda metà del XII secolo, “Morte, Glorificazione e Assunzione della Vergine con san Tommaso che mostra la Cintola”, 1160 circa. Cabestany, chiesa di Notre-Dame-des-Anges (proprietà comunale) (© Foto Alexandre Abdoun per la Città di Cabestany)

Il manufatto, proveniente dalla Terra Santa, giunse a Prato verso il 1141, portato dal mercante Michele Dagomari che lo aveva ricevuto in dono dal padre della giovine che aveva sposato a Gerusalemme. Custodito gelosamente, prima di morire, lo donò al Proposto della Pieve nel 1172.
Primo a rappresentare artisticamente la cintura della Vergine fu uno scultore attivo in Spagna e in Toscana, autore dei capitelli del chiostro della Cattedrale, il Maestro di Cabestany, che, nel XII secolo, scolpì l’Assunta nell’atto di consegnare l’accessorio del suo abito a Tommaso; un rilievo che, in via del tutto eccezionale, è in esposizione a Prato.

 

Conservazione ed esposizione della reliquia

La venerata Cintura: una sottile striscia di 87 centimetri in lana finissima color verdolino, broccata in filo d’oro e recante ai capi due cordicelle per legarla, è custodita da secoli nella Cattedrale di Santo Stefano, Duomo di Prato, in una teca apposita posta nella Cappella della Cintola, al di là della bella cancellata in bronzo opera di Maso di Bartolomeo che, dal 1442, ne impedisce il libero accesso.
In occasione della grande mostra, però, la Cappella, rimarrà aperta fino all’8 gennaio e si potrà, quindi, ammirare da vicino la Cintola nella sua custodia, un reliquiario che per essere aperto ha bisogno di tre chiavi, due tenute dal Sindaco, una tenuta dal Vescovo.
Chiesa e Comune dunque, legati dalla Cintola mariana, insieme custodiscono il manufatto simbolo di concordia fra i due poteri e di benessere spirituale ed economico dei pratesi.

 

Il pulpito dell’Ostensione

Proprio dall’interno della Cappella della Cintola si accede alla scala che porta al pulpito, opera di Donatello e Michelozzo definita da Gabriele D’Annunzio “grande nido”.
In modo estremamente decorativo esso arricchisce l’angolo del Duomo da cui si affaccia il Vescovo in occasione della Cerimonia dell’Ostensione ai fedeli, evento che avviene 5 volte l’anno: a Pasqua, il primo maggio, il 15 agosto Assunzione della Vergine, l’8 settembre Natività di Maria e infine a Natale.
L’originale collocazione della struttura con baldacchino fu decisa proprio per permettere ai tantissimi pellegrini di partecipare alla vista dell’Ostensione. Realizzata tra il 1430 e il 1438 è un capolavoro architettonico che collega la facciata tardogotica e il fianco romanico della Cattedrale, ricongiungendo visivamente, grazie al suo affaccio angolare, le due piazze intorno alla chiesa: quella piccola e molto antica sul fianco, con quella grande davanti alla facciata creata alla fine del Duecento.

 

Il Corteggio Storico

Fortemente legata alla Sacra Cintola è l’antica rievocazione in forma di corteo ripresa in versione moderna dal 1968. Si tratta del Corteggio Storico, la tradizione più importante della città, un momento che unisce valori laici e religiosi nel giorno dell’Ostensione di settembre.
Con il corteo storico Prato rievoca l’omaggio che i comuni della Toscana e le Magistrature civiche pratesi fin dal medioevo rendevano omaggio alla Sacra Cintola della Vergine l’8 settembre, giorno della nascita di Maria. In quell’occasione, fin dal Duecento, a Prato si svolgeva una fiera in piazza Mercatale. Vera e propria festa civile e religiosa della durata di tre giorni, richiamava una grande folla: “non si fece mai la fiera a Prato, ch’io non v’andassi”, ricorda Niccolò Machiavelli ne “La Mandragola”. Culmine dei festeggiamenti era la cerimonia dell’Ostensione della Sacra Cintola, per molti anni ripetuta sino a tre volte nello stesso giorno e talvolta anche il giorno dopo per accontentare i numerosi fedeli.

Immagini del Corteggio Storico, 2010. Realizzazione Rosalba Zucco. Filmato concesso dal Gruppo Storico Poggese impegnato nella rievocazione dei Medici e della loro corte, in omaggio alla splendida Villa Medicea di Poggio a Caiano. L’associazione produce in proprio i costumi di scena nel rispetto della filologia storica. www.gruppostoricopoggese.it


 

Bernardo Daddi (Firenze 1290 circa – 1348), Pala dell’Assunta, Predella con scene della Storia della Cintola 1337-1338, tempera e oro su tavola. Prato, Museo di Palazzo Pretorio. (Prato, Archivio Museo di Palazzo Pretorio/ © Foto Antonio Quattrone)

La Pala di Bernardo Daddi

Pezzo forte della mostra pratese è la ricomposta pala di Bernardo Daddi, una delle immagini più prestigiose di tutto il Trecento dedicate all’Assunta e al dono miracoloso della Cintola a San Tommaso.
L’opera, commissionata nel 1337-1338 e destinata alla Cappella a lei dedicata, è stata nel tempo inopportunamente smembrata. La mostra pratese, riunendo per l’occasione le parti ancora esistenti, consente di poterla ammirare nel suo complesso. Infatti, alla doppia predella che riporta la storia del dono della Cintola a San Tommaso e il successivo arrivo della reliquia a Prato (custodita già nel Museo della città) si sono aggiunte: la parallela parte in cui è dipinta la migrazione del corpo di Santo Stefano da Gerusalemme a Roma affinché si riunisse a quello di San Lorenzo (tavola proveniente dalla Pinacoteca dei Musei Vaticani) e la terminazione a cuspide in cui la Madonna assunta cede la Cintola a San Tommaso (prestito del Metropolitan Museum di New York).
Per meglio contestualizzare la pala del Daddi sono visibili in mostra anche altre opere del pittore giottesco appartenenti alla stessa fase stilistica.

 

 

Eventi collaterali

Accompagnano la grande esposizione a Palazzo Pretorio tre allestimenti altrettanto preziosi in altri luoghi significativi della città, che custodiscono tracce e memorie della Sacra Cintola.
Presso il Museo dell’opera del Duomo: Reliquiaria pulchra. Una selezione di raffinati, diversissimi contenitori di reliquie, oltre quaranta opere di varie forme e provenienze, dal XIII al XIX secolo. Tra i preziosi manufatti in mostra è possibile ammirare il notevole Braccio di San Biagio (datato 1425), in rame dorato e smalti realizzato da Lorenzo Ghiberti e collaboratori; la cassetta reliquiario dei Santi Pietro e Paolo (del 1265 circa) in smalti champlevé, eseguita a Limoges, un cofanetto in legno e osso, tipico dono nuziale del primo Quattrocento prodotto nella bottega veneziana degli Embriachi, adattato poi a contenitore di reliquie.
Presso la Biblioteca Roncioniana: La Cintola nella cultura pratese del Sette-Ottocento. Una ricca selezione di manoscritti e pubblicazioni del Sette-Ottocento sul tema della Sacra Cintola si trovano in esposizione nella sala lettura della Biblioteca. Fra questi documenti che attestano l’importanza della reliquia e del suo riconosciuto valore identitario, i testi manoscritti settecenteschi di Michelangelo Martini, Giuseppe Maria Bianchini e Amadio Baldanzi, le pubblicazioni ottocentesche di Cesare Guasti e Giovacchino Pelagatti.
Presso l’Archivio di Stato: Dall’ombelico all’alambicco. Un lunghissimo filo tra passato e presente. Attraverso i documenti conservati nell’Archivio cittadino, la mostra tenta di ricostruire il filo che dai primordi della storia pratese ad oggi riconosce nella Cintola-reliquia, nella Cintola-oggetto tessile e nella Cintola-indumento femminile, una rappresentazione polisemica dell’identità e della storia del luogo, scandendo i tempi salienti del rapporto intercorso tra il sacro manufatto e il territorio che da così tanto tempo lo conserva.
Annullo filatelico. In occasione dell’evento espositivo è stato realizzato un annullo filatelico. Il timbro figurato, che riporta i riferimenti del Museo di Palazzo Pretorio e della mostra “Legati da una Cintola”, può essere richiesto a Poste Italiane.


Immagine di copertina: Bernardo Daddi (Firenze, 1290 circa-1348), Pala dell’Assunta, cuspide, 1337-1338, tempera e oro su tavola.
(New York, The Metropolitan Museum of Art, Robert Lehman Collection)


Legati da una Cintola – L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città
Fino al 14 gennaio 2018
Prato – Museo di Palazzo Pretorio, Piazza del Comune
Orario: aperto tutti i giorni (eccetto il martedì non festivo) 10.30 – 18.30. La biglietteria chiude alle 18.
Con il biglietto di ingresso alla mostra si accede anche alla Cappella della Sacra Cintola nella Cattedrale di Santo Stefano (prenotare l’orario di ingresso) e si usufruisce dello sconto per vedere da vicino ciclo di affreschi di Filippo Lippi, sempre nella Cattedrale.

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