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“La Fratelli Toso: i vetri storici dal 1930 al 1980” Pavia dal 31 maggio al 17 giugno 2018

In occasione dell’uscita del libro “Fratelli Toso Murano: 1902-1980”, un’esposizione itinerante rende omaggio alla produzione dell’antica vetreria veneziana nel pieno Novecento

La mostra “La Fratelli Toso: i vetri storici dal 1930 al 1980” è stata possibile grazie alla collaborazione tra Ivano Balestrieri titolare de “Il Mondo del Vetro”, e Caterina Toso, storica dell’arte, proprietaria della Collezione Fratelli Toso.
L’esposizione, patrocinata anche dall’associazione AIHV – Association Internationale pour l’Histoire du Verre – farà tappa in diverse città italiane e straniere e la prima ad accoglierla è Pavia che, dal 31 maggio al 17 giugno, la presenta presso la chiesa sconsacrata di Santa Maria Gualtieri.

 

 

Attraverso più di 50 manufatti, il pubblico potrà avvicinarsi non solo alla vicenda storica della famiglia Toso ma anche alla tecnica di lavorazione dei suoi maestri, tramandata di padre in figlio.
Il periodo indagato parte dal 1930, quello più significativo per la ricerca artistica della manifattura, e arriva al 1980, anno della sua chiusura; un lasso di tempo che ha visto grandi successi segnare la storia del design del vetro in Italia e che hanno a che vedere con l’evoluzione artistica in ragione del cambiamento dei gusti.
L’escursus cronologico presenta affascinanti opere realizzate in numero sempre limitato, se non esemplari unici: “Guardando i pezzi esposti si rimane incantati per l’eleganza delle forme, la forza dei colori e l’innovazione delle tecniche utilizzate” scrive il curatore Ivano Balestrieri.
“L’abilità dei maestri-designer che hanno lavorato per la vetreria, come Ermanno Toso, Pollio Perelda e Rosanna Toso, hanno permesso alla vetreria di partecipare agli eventi internazionali più importanti, tra cui le Biennali di Venezia, e di lasciare un segno indelebile nell’arte vetraria del XX secolo”.

 

 

Vaso “Spire d’Argento”, Ermanno Toso, 1934

 

“Con Caterina abbiamo fatto una scelta strettamente temporale del percorso espositivo che comprende gli anni’30 fino ad arrivare agli anni ’80, certamente il periodo più ricco della Fratelli Toso”, continua Ivano Balestrieri; opere moderne, le cui radici trovano comunque ispirazione nella tradizione tecnica dell’antica vetreria.
“Abbiamo pensato ad un percorso che parli anche delle mani esecutrici di queste opere – aggiunge la curatrice Caterina Toso – maestri della Fratelli Toso, quasi sempre parte della famiglia, troppo spesso dimenticati e troppo spesso eclissati dietro i nomi dei designer con cui lavoravano”.
A Rosanna Toso, unica donna ad essere stata direttrice artistica della vetreria negli anni precedenti la divisione aziendale, un omaggio particolare: le sua scelte formali semplici e lineari che davano largo spazio al cristallo, all’uso del bianco e del nero, caratterizzarono la modernità della Toso negli anni ’60 e ’70.

 

Vaso “Foglie”, Rosanna Toso, 1970

 

Accompagna il percorso espositivo un insieme di riproduzioni storiche scelte nel vastissimo

Archivio della Vetreria Toso, dove si conservano più di 30000 disegni, migliaia di foto, cataloghi e documenti relativi alla vita dell’azienda sin dal secondo Ottocento.
La storia della manifattura Toso cominciò nel 1854 grazie a sei fratelli: Ferdinando, Carlo Francesco Nicolò, Liberato, Angelo, Giovanni e Gregorio Toso, figli di Pietro dal ramo dei Toso “Cangioro”. Da loro sono discesi tutti i protagonisti della storia della Fratelli Toso fino ai giorni nostri.
“Sono felice di poter portare avanti questo importante progetto che parla della storia della Fratelli Toso e di chi, come mio padre Arnoldo Toso, ha fatto in modo che questa meravigliosa collezione sia ammirabile ancora oggi”, sottolinea Caterina Toso.

 

Vaso “Kiku Redentore”, Ermanno Toso, 1956

 

La Collezione Fratelli Toso

Le opere in mostra a Pavia provengono dalla collezione privata dei Fratelli Toso custodita da Arnoldo, discendente dei fondatori della vetreria fondata nel 1854.
“Mio padre per tutta la sua vita ha lavorato per valorizzarla, per arricchirla e per conservarla al meglio”, scrive Caterina.
La raccolta comprende molti esempi della produzione in murrine di fine ‘800, i più importanti capolavori della Fratelli Toso tra gli anni ’30 e gli anni ’60 creati dai suoi storici maestri, e un vastissimo archivio cartaceo e fotografico che certifica tutta la produzione realizzata in Azienda dalla fine dell’800 e gli anni ’80 del Novecento. Il suo valore documentale e storico quale fonte di attribuzione certa alla manifattura Toso è, dunque, eccezionale.

 

 

La murrina. Un marchio di fabbrica

I vasi Toso furono creati con tecniche diverse ma su tutte prevalse la murrina.
“Nata inizialmente per la produzione di vetri comuni, la ditta si specializzò velocemente nella produzione di vetro artistico soffiato: oggettistica, lampadari, specchi”  racconta Caterina. “La produzione della Fratelli Toso era vasta ma sempre di altissimo valore artistico-artigianale. Furono tra i primi, intorno al 1890, a recuperare l’antica tecnica della murrina e fu proprio la murrina, nel corso dei decenni, a diventare il simbolo della Fratelli Toso, vero marchio di fabbrica”.
La mostra di Pavia dedica una specifica sezione a questa lavorazione che vide protagonisti i maestri Toso nel corso di tutta la loro attività, tanto da essere soprannominati ‘murrinari’. In essa sono descritte le varie tipologie di murrine create dalla vetreria ed illustrate tutte i loro possibili utilizzazioni nei manufatti.

 

Caterina Toso, curatrice dell’esposizione e prorietaria della Collezione Toso, fotografata all’Opening della mostra “Murano. Milano. Venezia. Glass”, Neue Sammlung di Monaco di Baviera – luglio 2016. Visibili dietro di lei due vasi Nerox “a petoni”, realizzati da Ermanno Toso nel 1962

Immagine di copertina: Vaso “Stellato”, Pollio Perelda, per Fratelli Toso, 1953


“La Fratelli Toso: i vetri storici dal 1930 al 1980”
Chiesa Di Santa Maria Gualtieri, Piazza della Vittoria 4 – Pavia
dal 31 maggio al 17 giugno 2018
www.ilmondodelvetro.it – info@ilmondodelvetro.it

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