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Milano. “Dal batik all’art Nouveau. Il filo che unisce Oriente e Occidente”

Al Mudec, la storia dell’antica tecnica su tessuto ancora oggi realizzata artigianalmente

Preziosi batik indonesiani, provenienti in gran parte da collezioni private, sono visibili fino 26 agosto 2018 presso Museo delle Culture di Milano. Obiettivo dell’Associazione Culturale Paths, cui si deve l’idea della mostra, è narrare la storia di questo antico tessuto di tradizione orientale, ricco di cultura e ancora poco noto nelle sue peculiarità distintive.
Curatrici dell’esposizione sono Giulia Ceschel e Laura Todeschini, studiose della materia e già promotrici di eventi quali: Dipinti cantati. Le Singing Women della tradizione indiana e Kasuri, intrecci di raffinata pazienza, il colore dell’Oceano; ricercatrici impegnate nella valorizzazione di tecniche, espressioni artistiche e manufatti artigianali altrimenti destinati all’oblio, appartenenti sia alla tradizione italiana sia a quella di altre zone del mondo.

 

 

Contaminazioni tra Oriente e Occidente

Sono diversi gli stimoli culturali e artistici che nei secoli passati hanno legato il mondo europeo ai paesi asiatici, primi fra tutti la Cina e il Giappone. Man mano che le nuove scoperte geografiche e il progredire degli scambi commerciali avvicinavano le culture di territori lontanissimi, usi e costumi nuovi si diffondevano e nuove mode prendevano piede, ispirate dai luoghi esotici da cui provenivano mercanzie di ogni tipo.
Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, periodo in cui in Europa si diffuse il gusto Art Nouveau, anche gli scambi con l’Isola di Giava, in Indonesia, portarono nel Vecchio continente novità decorative a tutto tondo, mentre spunti decorativi europei divennero propri nell’Isola, contribuendo a modellare in modo planetario il fenomeno culturale identificato con l’appellativo di “Arte Nuova”.

 

 

In perfetta adesione con la linea espositiva del Mudec, tendente a valorizzare opere e manufatti attraverso le connessioni che si vengono a creare tra le diverse parti del mondo, l’esposizione milanese di raffinati tessuti, disegni e pattern, focalizza l’attenzione sui raffinatissimi tessuti batik prodotti nel periodo indagato. Il confronto diretto tra la produzione artigianale europea e quella indonesiana permette la comprensione delle reciproche influenze osservabili in questi prestigiosi manufatti artistici.

 

 

I veri batik. Patrimonio Culturale Immateriale

L’origine di provenienza della tecnica di lavorazione batik è controversa: Cina o in India, ma è nell’Isola di Giava che si sviluppa ed è in questo luogo che da secoli si producono raffinatissimi esemplari, tutti rigorosamente lavorati a mano.
Come ben sottolinea la curatrice Laura Todeschini in un’intervista televisiva: «È necessario allontanare l’idea di questi manufatti di complessa e lunga lavorazione, da quella data dai tanti “pseudo” batik facilmente reperibili sul mercato, stoffe dozzinali che in realtà ne sviliscono la valenza, non avendo la necessaria perizia decorativa di un prodotto che vede nell’utilizzo della cera la sua caratteristica fondamentale. Essa, posta sul tessuto grazie ad un pennino da cui sgocciola (tic significa goccia), serve a delineare gli spazi del disegno in cui non deve entrare il colore durante i successivi bagni con le tinture, che possono arrivare fino 25».

 

Donna che disegna tessuto con la cera (Batik Tulis)

 

Protagoniste da sempre della tecnica decorativa batik sono le donne, in origine le sole a disegnare i tessuti con la cera, e le uniche a possedere in passato le ricette per creare i colori delle tinture, formule segrete che hanno tramandato di generazione in generazione.
Attraverso la scelta dei disegni e dei colori queste stoffe trasmettono con creatività gli elementi fondanti della cultura e della vita sociale del popolo indonesiano. Il loro uso, infatti, era legato – ed ancor oggi in parte è così – agli episodi importanti di vita: la nascita, la morte, l’ingresso nell’età adulta, il matrimonio.
Si tratta dunque di manufatti che hanno molto da raccontare, tanto che a partire dal 2009 sono stati inseriti nell’elenco degli “Intangible Cultural Heritage” dell’UNESCO, il Patrimonio Culturale Immateriale che comprende le pratiche, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, le abilità che le comunità, i gruppi, e in alcuni casi gli individui, riconoscono come parte del loro patrimonio.

 

 

 

 

La locandina della mostra al Museo delle Culture, Milano. Ascolta l’interessante approfondimento sull’arte del batik, nell’intervista rilasciata da Laura Todeschini, ideatrice del progetto: https://www.facebook.com/TamTamNoTv/videos/923975727755269/

Immagine di copertina: Batik firmato Simonet, periodo Art Nouveau, particolare del disegno


Spazio delle culture Khaled al-Asaad
MUDEC Museo delle Culture, Via Tortona, 56 – Milano
Orario: martedì, mercoledì e domenica 14:30-19:30; giovedì e sabato 14:30-22:30; lunedì chiuso
Ingresso gratuito
www.mudec.it

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