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“14° GOTHA” Parma 8-11 novembre 2018. Antiquariato, arte di ogni epoca e piacevoli novità

La manifestazione che si apre giovedì 8 novembre a Fiere di Parma propone un mix di altissimo livello. Punta ad attrarre un pubblico nuovo e l’attenzione dei musei internazionali

In un mercato che sembra essere in ripresa almeno per gli “Old master”, Gotha si presenta alla sua 14ª edizione con oltre 60 gallerie, alcune delle quali provenienti da Russia, America e centro Europa.
Come sempre, la manifestazione presso Fiere di Parma punta all’alto antiquariato, ma rinnova lo storico appuntamento inserendo arte contemporanea e arricchendo l’offerta con eventi culturali e informativi.

 

 

Il mix tra antico e moderno è proposto attraverso opere di una certa importanza. Se tra gli arredi antichi più preziosi troviamo un bureau plat alla maniera di André-Charles Boulle del XIX secolo (foto in copertina), un cofanetto del XV secolo della Bottega dei Trionfi Romani (1480-1490), e un mosaico bizantino del V secolo, tra i dipinti si contano opere di grandi maestri quali: Guido Reni, Filippo De Pisis, Tullio Crali, Camillo Procaccini e Giovanni Boldini di cui è presente Ritratto di donna seduta, dipinto quotato 350 mila euro.
Si tratta di pezzi particolarmente preziosi e di epoche diverse che, combinati con un arredo contemporaneo possono interessare un pubblico giovane, attento all’arte come forma di investimento: «Siamo partiti dal concetto di rarità ma anche di conformità per riposizionare Gotha, concetti che abbiamo sviluppato inserendo nel format anche un’area dedicata espressamente alle opere notificate», afferma Gian Domenico Auricchio, Presidente di Fiere di Parma.

 

Cofanetto del XV secolo della Bottega dei Trionfi Romani (1480-1490). Presentato da Il Mercante delle Venezie

 

Novità assoluta infatti, è la sezione dedicata alle opere notificate: si va da Le tentazioni di S. Antonio Abate (1590-1595) di Camillo Procaccini, all’armadio da sacrestia metà ’700 proprietà della Fondazione Cini, fino alla tempera Compianto su Cristo morto,  XVI secolo.
«Abbiamo costruito questa sezione e in generale la nostra offerta – continua il Presidente Auricchio – pensando ai privati ma anche ai musei che a Gotha potranno così acquistare opere per le loro collezioni con la stessa logica con cui i curatori vengono inviati ai grandi appuntamenti mondiali».

 

 

Petitot e Arturo Martini “ritrovato”.

Le collaterali di Gotha

Due mostre di pregio avranno come protagonisti l’architetto Ennemond-Alexandre Petitot e lo scultore Arturo Martini.
La prima, curata dall’Accademia Nazionale delle Belle Arti di Parma, intitola “Tesori del Settecento: tre opere donate all’Accademia di Parma” e ruota attorno alla figura di Ennemond-Alexandre Petitot (Lione 1727 – Parma 1801), primo architetto alla Corte di Parma, del quale vengono presentati tre lavori.
«Oltre a essere opere uniche di elevato valore economico – specifica il Professor Carlo Mambriani – i dipinti esposti costituiscono altrettanti tesori ‘affettivi’ per l’Accademia di Parma, in quanto ricevuti in dono tra Settecento e Novecento, ma soprattutto quali testimonianze emblematiche del ruolo che la città Parma e questa istituzione ebbero in campo artistico e culturale sulla cosmopolita scena europea dell’età dei Lumi».

 

Arturo Martini, “Leone”, 1935-36

La seconda collaterale presenta due opere ritrovate del grande Arturo Martini (Treviso 1889 – Milano1947).
La mostra, dal titolo “Leone e Leonessa 1935-1936”, ha a che vedere con l’atrio dell’Università Bocconi dove, dal 1941, sono esposte due celebri sculture del Maestro, il Leone e la Leonessa. A lungo si è creduto che esse fossero gli unici esemplari esistenti, fino a quando il critico Roberto Borghi e Paolo Aquilini, Direttore del Museo della Seta di Como, non ne hanno scoperto gli originali in una villa alle porte di Lecco.
«I Leoni – specifica Borghi – sono tra le sculture più insolite e preziose di Arturo Martini. Sono l’esito di un tentativo di creare opere d’arte con procedimenti industriali, eppure hanno una qualità formale persino superiore a certi pezzi unici. Pensati come sedili da giardino, avrebbero dovuto avere una funzione d’uso, e invece possiedono l’aura di sacralità propria delle sculture delle cattedrali. Arcaici e infantili allo stesso tempo, possiedono una grazia spiazzante».

 

 

I talk di Gotha

Faranno il punto sul futuro del collezionismo, i mecenati dell’arte, i direttori di musei e i collezionisti che si alterneranno da giovedì 8 a sabato 10 novembre in incontri pubblici organizzati in Fiera presso la Sala Farnese, padiglione 4 (calendario disponibile sul sito www.gothaparma.it).
Tra i nomi degli esperti che daranno vita ai talk, lo storico dell’arte Alessandro Malinverni e il Professore Carlo Mambriani, i collezionisti Lucia Bonnani e Mauro De Rio, Fabio Bertolo amministratore delegato di Finarte e responsabile del Dipartimento Libri, Autografi e Stampe, Mauro Felicori Direttore della Reggia di Caserta e Serena Bertolucci, Direttore di Palazzo Reale di Genova.

 

Fingerprint Authentication System

Tra gli altri appuntamenti, segnaliamo l’interessante presentazione di un sistema innovativo di autenticazione e anticontraffazione delle opere d’arte. A presentarlo saranno Fabio Romano Moroni e Stefano Ridolfi del Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, sabato 10 novembre alle 17,30.

 

 

“Solamente ciò che è intrinsecamente nascosto all’interno della materia dell’opera da proteggere non è falsificabile”. Da questo assunto è partito il progetto Xart Fingerprint Authentication System nato dalla collaborazione tra il Ce.S.Ar, Ars Mensurae e l’ Università di Roma La Sapienza.
Il metodo si è sviluppato in un vero e proprio sistema a prova di contraffazione, con il deposito di un brevetto e la pubblicazione di numerosi articoli scientifici.
L’idea scaturisce dall’esigenza di catalogare e proteggere opere d’arte quali dipinti, bronzi, argenti, porcellane, etc. con un efficace sistema antifalsificazione in una molteplicità di situazioni di rischio.
Ad oggi infatti, i diversi metodi di identificazione e antifalsificazione delle opere d’arte in genere dipendono tutti dall’applicazione di markers quali etichette, ologrammi o inchiostri invisibili sull’opera da proteggere. Questi metodi vengono, però, sistematicamente elusi nel tempo grazie all’evoluzione tecnologica che permette invariabilmente di determinare la posizione e la natura dei markers aggiunti ponendo quindi i falsari in condizione di falsificare anche i più evoluti sistemi.

 

Xart Fingerprint Authentication System. Il 10 novembre  a Gotha 2018, presentazione di un innovativo Sistema di autenticazione e anticontraffazione. 

Xart Fingerprint Authentication System permette invece di creare una vera e propria impronta digitale dell’opera d’arte, impronta che potrà essere utilizzata per una successiva verifica.
Il sistema prevede la redazione di una scheda contenente tutti i parametri indispensabili per una puntuale descrizione dell’opera d’arte (dimensioni, descrizione, fotografia, attribuzioni, documentazione) oltre ad una impronta digitale univoca dell’opera stessa.
Le operazioni da effettuare sull’opera d’arte per poter applicare Xart Fingerprint Authentication System durano pochi minuti e possono essere effettuate sia in laboratorio che in situ, ovvero dove è conservata l’opera d’arte da catalogare. Verrà quindi rilasciata una “carta d’identità” che integrerà i dati identificativi del reperto con le necessarie analisi scientifiche.


In copertina: Bureau Plat alla maniera di André-Charles Boulle del XIX secolo. Presentato da La Pendulerie


14° Gotha
Fiere di Parma – ingresso Sud
dall’8 all’11 novembre 2018
Orario: 10-19
Info. www.gothaparma.it

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