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Design Primo piano 

Italiani alla riscossa. Le vendite confermano l’interesse internazionale per i nostri migliori designers

Si chiude positivamente l’anno che vede il design italiano all’incanto. E non stiamo parlando solo di vendite avvenute all’estero. Anche gli acquisti presso le nostre case d’asta confermano con significativi rialzi il positivo trend internazionale. Ogni tipologia di arredo realizzata dai creativi italiani ha suscitato interesse nei compratori, a patto che fosse in buono stato e firmata da aziende e autori accreditati.

Evidenziano la tendenza i risultati ottenuti dalla Casa d’Asta Cambi che nel corso del 2018 ha dedicato al settore diverse tornate a poca distanza l’una dall’altra.
Dopo la soddisfacente performance di maggio, Design II, già nel mese successivo la casa genovese replicava con la proposta Fine Design del 21 giugno, in cui 102 lotti (il 77% dei presenti in catalogo) sono stati aggiudicati per complessivi 1.503.000 euro e il 141% di venduto per valore. Dato interessante, la partecipazione di bidders provenienti da 12 paesi e 4 continenti, compratori di ogni tipo che hanno mostrato grande apprezzamento per i nomi italiani tanto quanto per quelli stranieri.

 

 

Le ragioni dei buoni riscontri venivano spiegate da Piermaria Scagliola, direttore del dipartimento Cambi Design, che affermava: «I trend vedono un forte interesse dei collezionisti per i pezzi con una storia, un passato e provenienze certe, dove si veda la mano del designer e traspaia l’essenza dello stile del tempo. Il pubblico ha risposto in maniera positiva alla nostra selezione: una proposta corposa, con alcune importanti collezioni e pezzi inediti e mai visti, come il grande tavolo da pranzo di Franco Albini».
Nello specifico il direttore si riferiva al tavolo ovale con base in ardesia, record assoluto per un tavolo dell’architetto milanese, e suo secondo risultato al mondo, venduto all’asta di giugno per 90.000 euro.

 

 

In settembre un nuovo catalogo, Design 200, dava il via alle aste del 2° semestre rispondendo alla richiesta degli amanti dello stile’40, ’50 e ’60. Il numero ristretto di lotti esitati il 25 settembre focalizzava l’attenzione su nomi estremamente selezionati come Ponti, Albini, Gardella, Crespi, e aziende come Stilnovo e Arteluce.
Il previsto successo dei nomi italiani si ripeteva il 20 novembre a Milano dove tra i grandi protagonisti si notavano: Pietro Chiesa, il cui grande lampadario prodotto da Fontana Arte è stato venduto a 50.000 euro, Gino Sarfatti, che con un set di plafoniere che ha raddoppiato la stima raggiungendo i 14.000 euro, Ico Parisi, che ha visto volare a 9.500 euro 2 poltrone prodotte dalla Colombo.

 

 

Chiudeva in bellezza la stagione Cambi Design 2018 l’asta tenutasi 14 dicembre scorso presso la sede genovese di Castello Mackenzie. Registrato il 108% di venduto per valore con quasi 600.000 euro di aggiudicazioni, esitati arredi dagli anni ’40 ai ’70 per un’offerta totale di quasi 500 lotti. Importante la raccolta di arredi anni ’50 e molto accurata la selezione degli anni ’70, periodo emergente sul quale gli esperti del dipartimento Cambi stanno puntando.
Presenti, naturalmente, i grossi nomi: Gio Ponti, Gianfranco Frattini, Osvaldo Borsani, Alessandro Mendini, Ettore Sottsass, Gabriella Crespi, e non ultimo Luigi Caccia Dominioni le cui poltrone modello P20B Toro, disegno originale per le sale del Club House di Monticello, sono state vendute alla cifra record di 36.000 euro, top lot dell’asta. Fra tanti lotti dai prezzi accattivanti realizzati da autori meno noti, segnaliamo un pannello in legno di Nerone Patuzzi  venduto a 2.000 euro.

 

 


Fucus su…

Gabriella Crespi  (1922-2017)

I risultati ottenuti alle ultime aste hanno evidenziato le potenzialità commerciali di una delle nostre designer apprezzate a livello internazionale: Gabriella Crespi, protagonista dell’innovazione in campo arredativo e allo stesso tempo artista originale che ha arricchito il panorama del settore soprattutto dagli anni ’60 ai primi anni ’80.
Lo scorso giugno, presso la Casa d’Aste Cambi, uno dei suoi pezzi storici, lo scrittoio “Z” del 1974, è stato aggiudicato a 55.000 euro, record italiano per un suo mobile.
I risultati ottenuti anche dagli altri suoi lavori presenti alla stessa tornata e alle successive, forniscono l’occasione per ricordare alcuni passaggi del suo percorso artistico ed omaggiare questa stimata professionista a poco meno di due anni dalla morte.

 

La designer Gabriella Crespi nel suo appartamento di Milano. Immagine pubblicata in “Il Giardino in una stanza”, Gente Money, Novembre 1987. Foto di Laura Rizzi (ripresa da: www.gabriellacrespi.it Archivio Galleria)

 

Architetto e designer dal timbro scultoreo, la milanese Gabriella Crespi già dagli anni ’50 si dedica alla creazione di mobili e oggetti-scultura dal segno incisivo e originale. Grazie al suo talento si mette in evidenza in ambito internazionale nel corso dei decenni successivi collaborando con la Maison Dior per la quale realizza negli anni ’60 oggetti per la casa e la tavola, e mobili a partire dagli anni ’70.
Pezzi singoli e complementi d’arredo dalle forme eleganti e dinamiche distinguono lo stile di Gabriella Crespi che spesso utilizza materiali diversi combinandoli tra loro: metallo, legno, lacche, pietre, bambù, sughero…, creando mobili che sorprendono per bellezza e mutabilità funzionale.
Molto nota la produzione di lampade e sculture, come le piccole “Lune” d’acciaio, e la serie dei Plurimi costituita da mobili ‘metamorfici’: “Tavolo 2000”, “Cubo Magico”, “Tavolo Dama”, “Tavolo Scultura”
Del 1970 sono i “Caleidoscopi” seguiti dal “Divano Quick Change”, mentre tra il 1972 e il 1974 nasce la linea “Z”.

 

 

Proprio come una vera artista, la Crespi tra il 1973 e il 1974 realizza diversi oggetti a cera persa. Ricordiamo la serie degli “Animali” in bronzo che rivelano la sua attenzione verso il mondo naturale; le collezioni “Gioielli”, “Gocce Oro” e la scultura “My Soul”.
Tra il 1973 e il 1975 nasce la collezione “Rising Sun”, interamente realizzata in bambù e ottone, di cui fanno parte le celebri lampade “Fungo”, mentre nel 1976 prendono vita la collezione “Sheherazade” e le sculture in pietra. Nel 1978 nasce il “Menhir”, blocco-scultura-libreria a pianta ellittica e nel 1979 la collezione “Yang Yin”.
Tra il 1979 e il 1980 vengono realizzati tre nuovi Plurimi “Blow Up”, “Eclipse”, “Sit & Sip” e i due tavoli scolpiti “Ara” e “Lunante”. Nel 1982 la designer realizza in un unico esemplare il suo ultimo Plurimo, il “Punto 83”, esposto lo stesso anno al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, nell’ambito della Mostra “I Plurimi di Gabriella Crespi” presentata da Vanni Scheiwiller, rinomato critico d’arte ed editore.

 

 

Nel 1985 Gabriella Crespi inizia un percorso spirituale che la porta a vivere in India quasi stabilmente per circa vent’anni. Tornata definitivamente in Italia, nel 2008 realizza per Stella McCartney una riedizione limitata di alcuni suoi gioielli creati negli anni ’70, il cui ricavato viene interamente devoluto al Haidakhan Charitable and Research Hospital, in Himalaya.
Nel 2012 prende vita la Gabriella Crespi S.r.l. con lo scopo di diffondere i nuovi lavori dell’artista-designer. Nel 2013 viene presentata un’edizione limitata del “Tavolo Scultura” in una nuova versione eseguita in marmo Nero del Belgio e in occasione del Salone del Mobile 2015 l’azienda Crespi presenta “New Bronze Age” una serie di suoi pezzi storici eseguiti per la prima volta in bronzo.
È del 2016 l’ultimo lavoro della talentuosa designer: “Wave Desk”, presentato dalla Galleria Rita Fancsaly in occasione della Milano Design Week dello stesso anno.


(Immagini del servizio: Cambi Casa d’Aste, Genova)


In copertina: Asta Cambi Fine Design 21 giugno 2018. Gabriella Crespi, scrittoio “Z”, struttura in legno e rivestimento in acciaio. Prima Versione. Marchio originale. Firma incisa. Numerato “30”. Certificato di autenticità. Produzione Crespi, Italia, 1974, cm 125x65x76 h. Stima 30.000-40.000 euro. Venduto a 55.000 euro

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