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Anteprima aste Aste 

Futurismo e arte contemporanea all’incanto alla Bozner Kunstauktionen, Bolzano 24 e 25 maggio 2019

500 i lotti presentati dalla Bozner Kunstauktionen. Tra le opere anche il rarissimo “Tamburo per i Balli Plastici” di Fortunato Depero e le foto del pianista Benedetti Michelangeli

Al via la 35ª asta di Bozner Kunstauktionen, la casa d’aste altoatesina leader nel territorio che va da Innsbruck a Verona. Cinquecento i lotti presentati il 24 e 25 maggio 2019 nella suggestiva cornice di Castel Mareccio a Bolzano: tra essi c’è anche il rarissimo “Tamburo per i Balli Plastici” di Fortunato Depero (base d’asta € 130.000-160.000). Riapparsa sul mercato da pochi anni, quest’opera è stata esposta nelle principali mostre sul futurismo di questi ultimi anni. Si tratta di un importante ritrovamento in merito all’attività del primo Depero, impegnato in quel periodo assieme a Claudel a dirigere il Teatro dei Piccoli. Sono solo 3 le opere in Italia: una al Museo Depero, una a Roma e un’altra a Teramo. È ormai acclarato che, data la scarsità di mezzi, non fu possibile realizzare un’adeguata pubblicità a mezzo stampa, per questo motivo Depero realizzò un gruppo di cartelli pubblicitari collocati nelle vicinanze del Teatro dei Piccoli.

 

Nella stessa sezione, presentato anche “Volo al tramonto” di Tullio Crali, arista ormai proposto con frequenza nei cataloghi della casa d’aste del Sud Tirolo, e un inedito dipinto di Vinicio Paldini proveniente dalla collezione dell’artista Totò Fornari, entrambi artisti fondatori del Futurismo romano.

 

Lotto 10 – Tullio Crali, “Volo al tramonto”, 1930, olio su tela, cm 80×120. Firma e data al fronte e al retro. Base d’asta: € 28.000-40.000. Asta Bozner Kunstauktionen, Bolzano 24 maggio 2019

 

In catalogo, inoltre, opere di Felice Casorati, Claudio Crippa, Lucio Fontana, Piero Dorazio, Kounellis, Giulio Paolini, Mauro Reggiani, Giuseppe Santomanso, Mark Tobey.
Per la pittura analitica, opere di Giorgio Griffa e Carlo Battaglia.

 


Lotto centrale della prossima asta sarà una storica scultura di Fausto Melotti del 1930, realizzata e donata dall’artista roveretano a Don Antonio Rossaro fondatore della campana dei caduti di Rovereto. Un’opera che rappresenta un importante spaccato della storia trentina.
Del grande scultore Leonardi Leoncillo viene presentata una carta “Grande mutilazione” del 1962, studio dell’importante scultura omonima.
Conclude la sessione una sezione di fotografia, con il ritratto di Giorgio De Chirico realizzato da Man Ray nel 1930, opere del fotografo trentino Enrico Pedrotti e una fotografia degli anni Settanta del grande artista inglese David Hockney.
La seconda parte presenta soprattutto opere d’arte di soggetto trentino-tirolese con opere significative di Alexander Koester, Franz von Defregger, Albin Egger-Lienz, Carl Moser, Karl Plattner.

 

In asta anche il Fondo sulla cultura italiana del 900 di Ferdinando Palmieri, dal valore culturale inestimabile (base d’asta € 600.000) e le foto del grande pianista Arturo Benedetti Michelangeli scattate dal fotografo Luca Pedrotti nel Castello Paschbach ad Appiano (BZ) durante le prove di un concerto.
Il pianista, che non amava farsi fotografare, conobbe nel suo periodo bolzanino il fotografo Luca Pedrotti con il quale divenne amico. Quegli scatti, diventano oggi una documentazione preziosa del Maestro al pianoforte.


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Il 24 maggio la Bozner Kunstauktionen mette all’incanto l’immenso fondo culturale Eugenio Palmieri. Lo Stato lo ignora e gli eredi lo vendono

Le lettere di Pasolini e Strehler e i carteggi con De Filippo. L’amicizia con Fellini, Sciascia e la Callas. Quel rifiuto a Andreotti e la stroncatura di Gassman. Ottomila manoscritti oltre a foto e carte inedite nell’archivio del grande critico di cinema e teatro

Quasi due secoli di storia della cultura italiana raccontati dal 1800 al 1975. All’incirca trentamila documenti tra lettere, fotografie, locandine, articoli e manoscritti. C’è il gotha della cultura italiana e internazionale nel fondo del critico cinematografico e teatrale Eugenio Ferdinando Palmieri: da Pasolini a Strehler da De Filippo a Bozzo. E ancora, Enzo Biagi e Andreotti, Fellini, Sciascia e tanti altri. Nomi e numeri racchiusi in una eredità culturale unitaria nel fondo che lo Stato ha vincolato e notificato per la sua importanza nella storia della cultura italiana. Il fondo il prossimo 24 maggio sarà messo all’asta dalla Bozner Kunstauktionen di Bolzano e potrà essere venduto anche a privati con la limitazione che rimanga indivisibile e depositato sul territorio nazionale. La vendita di questo immenso patrimonio è però un caso spinoso: lo Stato, infatti, non se ne è finora curato né lo ha acquisito anche se avrà il diritto di prelazione da esercitare entro 60 giorni dalla vendita. «Siamo già stati contattati da collezionisti esteri e da istituzioni interessate all’acquisto – spiega Stefano Consolati, direttore della prima casa d’aste altoatesina Bozner Kunstauktionen – ma la notifica del fondo li ha scoraggiati. Nel fondo Palmieri è presente anche una inedita documentazione sulla nascita del cinema dell’area tedesca, in primis documenti sull’attività del cineasta altoatesino Luis Trenker».

 

Fondo Eugenio Ferdinando Palmieri: quasi due secoli di storia della cultura italiana raccontati dal 1800 al 1975. All’incirca trentamila documenti tra lettere, fotografie, locandine, articoli e manoscritti. C’è il gotha della cultura italiana e internazionale nel fondo del critico cinematografico e teatrale Eugenio Ferdinando Palmieri (Vicenza 1903 – Bologna 1968). Base d’asta: € 600.000. Asta Bozner Kunstauktionen, Bolzano 24 maggio 2019

 

Intellettuale, poeta, giornalista e critico cinematografico italiano nato a Vicenza nel 1904 e morto a Bologna nel 1968, Eugenio Ferdinando Palmieri, asburgico di madrelingua italiana e profondo conoscitore della lingua tedesca, ha fatto emergere e aiutato artisti del calibro di Vittorio Gassman, Paolo Poli, Pier Paolo Pasolini, tanto per citarne alcuni. Amico, tra gli altri, di Maria Callas, Luchino Visconti, Paolo Grassi, Eleonora Duse e Federico Fellini che a lui avrebbe voluto dare una parte in un suo film. «Ha aiutato tanti di loro ad emergere» racconta il nipote Nando Bottacini. «Nell’Italia dell’epoca, ad esempio, l’omosessualità del compianto Paolo Poli costituiva un problema. Lo stesso Pier Paolo Pasolini aveva smesso di insegnare per le accuse di pedofilia ma mio zio intravide il talento di entrambi e di loro scrisse anche quando la critica li snobbava. Nelle sue recensioni era però intellettualmente libero, per lui l’arte veniva prima di tutto e se una rappresentazione o un’opera non gli piaceva lo dichiarava con molta franchezza. Quando Andreotti lo chiamò a lavorare alla Commissione sul Cinema rifiutò, perché era un uomo integerrimo che non voleva essere condizionato da logiche di potere».

 

 

In “Confessione”, così è chiamata la lunga lettera inedita che Strehler scrisse a Palmieri, le lacrime vengono giù dalle parole. La critica di Palmieri aveva stroncato il lavoro iniziale del grande regista triestino ma i due divennero poi ottimi amici. E dalle epistole, custodite nel fondo, tanti altri sono gli aneddoti che si possono raccontare.

 

Un giovanissimo Enzo Biagi, in tutte le sue lettere lo chiamerà sempre Maestro. Al Resto del Carlino Palmieri lavorò come critico per circa 30 anni e Biagi imparò molto da lui. Fu inviato a Venezia nel 1932 per la prima Mostra del Cinema poiché conosceva molto bene il tedesco. E ancora, nel fondo si trovano le lettere che Vittorio Gassman gli scrisse per la pessima recensione che aveva ricevuto per “Un Marziano a Roma” ma il critico era convinto di dover rispondere solo alla sua etica professionale e che il talento di questi grandi artisti italiani, ancorché giovanissimi, sarebbe comunque venuto fuori. E così fu.

 

«Siamo orgogliosi di mettere all’asta una tale eredità culturale» sottolinea il direttore Consolati. «Speriamo si faccia avanti una Fondazione anche qui a Bolzano ma c’è anche tanta Napoli in questo fondo. Inediti, locandine, articoli e recensioni su Eduardo, Peppino e Titina De Filippo ma anche su Bozzo, l’artista partenopeo che non fu mai capito e su Nico Pepe che era nella Compagnia di Peppino De Filippo. Inoltre, ci sono più di ottomila manoscritti che oggi andrebbero studiati da ricercatori universitari. Il valore è davvero inestimabile. Basti pensare che pochi anni fa gli eredi, prima ancora che il fondo venisse vincolato dallo Stato, avevano ricevuto diverse offerte da collezionisti per le lettere di Pasolini, di Sciascia, del carteggio con i De Filippo, per le rarissime fotografie del pioniere della fotografia Nadar e per le fotografie di scena delle principali compagnie teatrali italiane».

Una parte del fondo sarà in mostra a Bolzano, nella suggestiva cornice di Castel Mareccio, dove si svolgerà l’asta.


“Futurismo e Arte contemporanea”
Bozner Kunstauktionen
Castel Mareccio – Bolzano
Asta: 24 e 25 maggio 2019
Esposizione: dal 21 al 23 maggio 2019 dalle ore 10 alle 19
Info. South Tyrol Service
Tel. 0471.301893 – Fax 0471.1968564
info@bozner-kunstauktionen.com
www.bozner-kunstauktionen.com

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