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“Cinema in bikini”. Dalla Collezione Minisini, manifesti in mostra a Lignano Sabbiadoro (UD)

Ancora una volta, è un privato a fare la differenza: un collezionista che, seguendo la sua passione per un tema specifico, riesce a raccogliere così tanto buon materiale da diventare punto di riferimento per istituzioni interessate a produrre mostre di largo respiro.

Dall’acquisto di un piccolo insieme di manifesti di film a tema letterario a una raccolta ricca di migliaia di esemplari.
Enrico Minisini, collezionista di Cividale del Friuli, ha trovato ispirazione per la sua vasta collezione partendo dall’amore giovanile per il cinema. Rimanendo fedele al settore, ma seguendo negli acquisti tematiche differenti, nel tempo ha avuto l’opportunità di mostrare in pubblico sezioni “mirate” della sua raccolta in occasione di importanti eventi. Ne citiamo uno, la mostra “Cibo di carta / Paper Food”, presso Palazzo delle Stelline a Milano (2015), dove è stata presentata una parte dei suoi cartelloni e fotogrammi di film legati all’alimentazione in Italia.

 

“Tipi da spiaggia”, 1960, Regia Mario Mattoli, manifesto di Enrico De Seta, cm 140×100

 

“Cinema in bikini. Italiani al mare: manifesti 1949-1999”

Dalla sezione “manifesti di film a tema balneare” di casa  Minisini provengono i pezzi che in questi mesi vanno a formare una gradevolissima proposta estiva messa a punto proprio dal collezionista insieme all’amico ed esperto Andrea Tomatesig, ideatore di eventi culturali legati al tema cartaceo.
L’esposizione “Cinema in bikini” si è aperta lo scorso 9 giugno a Lignano Sabbiadoro in occasione del sessantesimo dalla creazione del Comune negli anni ’50, lo stesso decennio che ha visto il “cinema balneare” prendere piede.
Godibile da diversi punti di vista: grafico, filmico e di costume, l’evento cattura l’attenzione giocando sul filo nostalgico del come eravamo, avendo come protagonisti un centinaio di reperti tra cartelloni e fotobuste che dagli anni ’50 ai ’90 hanno promosso pellicole prettamente estive, legate al mondo delle vacanze soprattutto al mare; grandi fogli che si attaccavano ai muri e fotogrammi in stampa che si esponevano davanti ai cinema. Gli uni accanto agli altri, essi compongono un suggestivo affresco in cui storia del genere filmico, momento economico e stile di vita si mescolano a rappresentare con simpatia il mood italiano del secondo Novecento.

 

La rassegna, presentata presso la Terrazza a Mare fino al 17 luglio, dedica la sua parte centrale ai “genuini” anni Cinquanta e Sessanta. Seguono gli anni Settanta con manifesti più espliciti e gli spregiudicati anni Ottanta e Novanta dai chiari richiami seduttivi. Chiude l’excursus il cartellone di “Ferie d’agosto”, pellicola del 1996 di Paolo Virzì. In definitiva la mostra “è uno specchio dell’Italia che cambia visto dalla spiaggia”, come lo definisce in catalogo Enrico Minisini, utile “a gettare uno sguardo curioso e indagatore su un fenomeno di massa, che contribuisce a costruire la storia collettiva dell’Italia”.

 

“Racconti d’estate”, 1958, Regia Gianni Franciolini, manifesto di Enrico De Seta, cm 200×140

 

Il “cinema balneare”

Negli anni ’60, in un’Italia in piena ripresa economica, le migliorate condizioni della classe media invitano sempre più persone a recarsi in vacanza.
In questo contesto di segno positivo, il cinema, forma di spettacolo amata e adesso alla portata dei più, si inserisce ideando nuovi soggetti in linea col cambiamento.
Già nel primo dopoguerra alcuni film come “Domenica d’agosto” di Luciano Emmer (1949) indicavano la strada di quello che negli anni del boom economico sarebbe diventato un settore dello spettacolo fervido di pellicole girate nei luoghi di vacanza dai più rinomati ai più popolari: Capri, Ischia, Taormina, ma anche più modestamente la riviera adriatica o semplicemente il litorale romano.

 

Il film balneare, figlio estivo del più ampio genere “commedia all’italiana”, riscuote consensi immediati e dà occupazione ad attori sia noti che esordienti.
Sono tanti i divi popolari che, incuranti delle sceneggiature banali, prestano il loro talento in pellicole “leggere” le cui regie sono talvolta firmate da nomi importanti quali Dino Risi, Monicelli, Salce, Zampa, Bolognini.
Tra essi ricordiamo Alberto Sordi, Franco e Ciccio, Ugo Tognazzi, Aldo Fabrizi, Totò, Raimondo Vianello, Vittorio Gassman, Walter Chiari, impegnati nei ruoli più diversi e divertenti: dal bagnino, al tipo da spiaggia, dal playboy al commendatore in cerca di avventure.
Anche i cantanti alla moda compaiono spesso nei film ad accompagnare coi loro brani le pellicole dell’estate divenendo in alcuni casi attori essi stessi, come fu per Johnny Dorelli. Indimenticabile il brano “Pinne fucile ed occhiali” di Edoardo Vianello nel film “Canzoni… in bikini” di Giuseppe Vari (1963), mentre ancor oggi riecheggiano nell’aria i tormentoni estivi di Mina, Ornella Vanoni, Miranda Martino, Jimmy Fontana

 

“Canzoni in bikini”, 1963, Regia Giuseppe Vari, manifesto, cm 140×100

 

Gli autori dei manifesti

Come sappiamo, i cartelloni cinematografici hanno lo scopo di descrivere con poche immagini e testi il contesto e il soggetto, inducendo il desiderio della visione all’ipotetico spettatore.
Anche per le pellicole “balneari” degli anni migliori i produttori si servono di autori spesso bravi quanto quelli richiesti per promuovere altri generi artistici e di consumo.
Cartellonisti come Enrico De Seta, Sandro Symeoni, Anselmo Ballester, Alfredo Capitani, Giorgio Olivetti, Renato Casaro, Angelo Cesselon, Carlo Longi, Nano (Silvano Campeggi), seppero rendere al meglio il senso magico della vacanza in tutte le sue sfumature. Spensieratezza e trasgressione sono evocate in disegni che, pur nei limiti del tema della pellicola e in linea con la Produzione, vengono “nutriti” di fantasia: attrici dal fisico prorompente in pose provocanti, attori rimodellati in forma caricaturale. Il tutto, proposto con colori brillanti, al contrario della pellicola visibile ancora in bianco e nero.
I manifesti del cinema balneare, come scrive Andrea Tomasetig in catalogo, “Sono un’esplosione dei colori dell’estate coniugata ai simboli delle vacanze al mare: la sabbia, il sole, l’ombrellone, le vele in lontananza, le belle in bikini e i maschi in agguato”.

 

La stagione d’oro della grafica filmica balneare si chiude progressivamente – così come avviene per gli altri generi – all’inizio degli anni Settanta, venendo meno l’uso del manifesto disegnato in favore di quello fotografico, mentre è il filone stesso ad evolversi fino ad arrivare alle pellicole saga di “Vacanze a…” che tutti conosciamo.
Resta, di quei manifesti, la valenza storico sociale, la testimonianza di una stagione di nuovi costumi ricca di humor semplice e ingenuo, segno di un’epoca delineata da immagini che ancora catturano la vista e il cuore.


Immagine di copertina: “Gli amanti latini”, 1965, Regia Mario Costa, manifesto di Angelo Cesselon, cm 200×140

 


“Cinema in bikini. Italiani al mare: manifesti 1949-1999”
Lignano Sabbiadoro (UD) – Terrazza a Mare, Lungomare Trieste 5
Fino al 17 luglio 2019
Orario: tutti i giorni 19-24
Ingresso libero
Info. Tel. (+39) 0431.409160 – biblio@lignano.orgwww.lignano.org


Dopo Lignano la mostra sarà visibile a Fano (PU) con:
“Italiani al Mare. Manifesti cinematografici 1949-1999. Dalla Collezione Enrico Minisini”
Galleria Carifano – Palazzo Corbelli, via Arco d’Augusto 47

dal 24 luglio al 29 settembre 2019
Orario: dal 24 luglio al 31 agosto, da martedì a domenica 21-23;
dal 1 al 29 settembre, da martedì a domenica 17-20; chiuso lunedì
Ingresso libero
Info. Gallerie Gruppo Credito Valtellinese www.creval.it

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