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Palazzo Maffei. Aperta una Casa-Museo a Verona

Da visione privata a patrimonio d’arte condiviso. Nel cuore della città, un antico Palazzo ospita la Collezione Luigi Carlon

 

Palazzo Maffei Casa-Museo, Sala d’ingresso (particolare), Maurizio Nannucci, “New Horizons for Other Visions / New Visions for Other Horizions”, 2020, installazione site specific, neon blu in pasta di vetro (Foto Paolo Riolzi)

 

È uno dei più eleganti edifici di Verona, il seicentesco Palazzo Maffei in piazza delle Erbe, dallo scorso febbraio aperto come casa-museo dopo il restauro che ha permesso di unire il destino un’eclettica collezione d’arte a quello di una bellissima dimora barocca.
Artefice del connubio è Luigi Carlon, imprenditore e collezionista veronese che, dopo aver acquisito l’edificio, ha voluto dare “una seconda casa” alle sue opere. La raccolta, iniziata cinquant’anni fa seguendo l’estro dell’appassionato d’arte a tutto tondo, spazia dal Trecento ai giorni nostri, attraversando stili, tecniche e forme d’arte: pittura, scultura, arti applicate.

 

Una scenografica dimora privata

Il completo restauro di Palazzo Maffei, affacciato sulla notissima piazza cittadina, è già di per sé fonte di orgoglio per i veronesi.
Edificio fortemente simbolico, vede il suo primo nucleo originariamente eretto nel tardo medioevo presso l’area del Capitolium, il complesso votivo dedicato alla Triade Capitolina, costruito quando Verona divenne municipio romano (49 a.C.). La sua struttura odierna, che conserva ancora nei sotterranei le antiche vestigia, deriva da un imponente lavoro di ampliamento eseguito nel corso del Seicento dai proprietari Marcantonio e Rolandino Maffei, banchieri la cui attività di cambio si trovava proprio accanto a Piazza delle Erbe.

 

I lavori di riprogettazione iniziarono verso il 1626, portati a termine nel 1668 da Rolandino che fece avanzare la facciata decorandola con statue, lesene e capitelli, e creare, sulla sua sommità, una terrazza destinata ad ospitare un giardino pensile, un agrumeto descritto nel 1714 dal naturalista Johann Christoph Volkamer nelle tavole incise del suo album Continuation der Nurbergischen Hesperidum.
Osservando il Palazzo dall’esterno si nota subito l’imponente eleganza della facciata che alterna motivi architettonici tardo rinascimentali a bizzarrie barocche. In alto in particolare, si fa notare la lunga balaustra su cui poggiano le statue di Ercole, Giove, Venere, Mercurio, Apollo, Minerva a creare una vera quinta teatrale.

 

Il restauro di Palazzo Maffei – Casa Museo è frutto di un complesso progetto mix di architettura esterna e interna, di exhibit design e allestimento che ha coinvolto sia la facciata con vista su Piazza delle Erbe sia le facciate secondarie e le corti interne, gli apparati decorativi delle sale che ospitano la collezione e la spettacolare scala di forma elicoidale che dalle cantine giunge fino al tetto, una sfida alle leggi di gravità “tutta in aria”, come ebbe a dire il famoso erudito Scipione Maffei, appartenente al ramo collaterale della famiglia proprietaria.

 

Una collezione tra antico e moderno

All’interno della Casa-Museo, una raccolta eclettica attende il visitatore che, tra capolavori e curiosità, avrà modo di fare proprio il senso estetico che ha guidato il collezionista nella scelta dei pezzi.
Fin da giovane appassionato di arti decorative, il Cavaliere del Lavoro Luigi Carlon considera come racconti di vita le opere raccolte negli anni, gesti d’amore, testimonianze di una realtà visiva dalla quale è sempre rimasto affascinato.

 

Molti i nuclei significativi del Novecento che testimoniano l’organicità delle acquisizioni: dal Futurismo italiano alla Metafisica, dai capolavori dell’arte moderna alle tendenze più contemporanee. Spiccano per importanza i dipinti dei grandi Maestri del XX secolo tra cui: Picasso, de Chirico, Mirò, Kandinsky, Magritte, Fontana, Burri, Manzoni, Max Ernst, Duchamp.

 

Un importante focus sulla pittura veronese antica esplicita il forte valore identitario del collezionista con sua città, presentandosi come una sorta di compendio di storia dell’arte del territorio scaligero, con opere, tra gli altri, di Altichiero e Liberale da Verona, Nicolò Giolfino, Zenone Veronese, Bonifacio de’ Pitati, Antonio e Giovanni Badile, Felice Brusasorci, Jacopo Ligozzi, Alessandro Turchi, Marc’Antonio Bassetti, Antonio Balestra, Giambettino Cignaroli.

 

La vasta collezione, disposta cronologicamente in 18 sale, oltre ai quasi 200 dipinti presenta una ventina di sculture, disegni, e un’importante selezione di oggetti d’arte applicata: mobili d’epoca, vetri antichi, ceramiche rinascimentali e maioliche del sei-settecento. E ancora, argenti, avori, manufatti lignei, pezzi d’arte orientale, rari volumi.

 

Ricchezza privata condivisa con concittadini e turisti, la Casa-Museo voluta da Luigi Carlon non vuol essere solo uno spazio espositivo ma un’opportunità di incontro.
Quando la bufera legata al COVID-19 sarà passata, eventi, laboratori didattici e iniziative culturali animeranno nuovamente le giornate di Palazzo Maffei, che offre anche una biblioteca specialistica su prenotazione, e una magnifica vista sulla città e le colline circostanti, dalla balconata che sormonta l’edificio.

 

Verona. La facciata di Palazzo Maffei vista da Piazza delle Erbe (Foto Paolo Riolzi)


Palazzo Maffei. Casa-Museo
Piazza delle Erbe 38 – Verona
Orario: dal lunedì al venerdì 10-18; sabato, domenica e festivi 11-19
www.palazzomaffeiverona.com
Chiuso al momento causa COVID-19

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