You are here
Anniversari Primo piano 

Gaetano Previati. Nuove date per la grande mostra del Centenario

Dopo l’obbligata chiusura dei mesi scorsi, riapre “Tra Simbolismo e Futurismo. Gaetano Previati”. Rassegna al Castello Estense di Ferrara prorogata fino al 31 dicembre 2020.

Gaetano Previati nacque a Ferrara nel 1852 e morì a Lavagna, in provincia di Genova, nel 1920.
Artisticamente figlio della tradizione ottocentesca, superò la visione tardo romantica e verista per esprimersi attraverso opere che mostrano il sentire interiore, in linea con la nuova visione simbolista di fine secolo. Sperimentando nel tratto la tecnica pittorica divisionista che potenzia la visione ottica dell’immagine, riportò nei suoi dipinti la suggestione data dalla luce e dal movimento, ma anche l’ispirazione originata dall’ascolto di una melodia, di un racconto. Si cimentò in lavori a stretto contatto con altre forme d’arte: la musica, il teatro, l’editoria… connettendosi ad esse anticipando alcuni temi dell’avanguardia di inizio Novecento, sotto il segno totale dell’arte futurista.

 

Nel panorama artistico italiano a cavallo tra XIX e XX secolo, quello di Gaetano Previati è considerato dalla critica un ruolo di primo piano non sufficientemente evidenziato. Ora, con l’occasione del Centenario dalla morte, la città natale offre l’opportunità di approfondire e scandagliare il percorso artistico di questo visionario sperimentatore grazie a testimonianze visive a oggetti personali e al supporto scientifico dei recenti studi inediti.
La mostra al Castello Estense, curata da Chiara Vorrasi e organizzata dal Comune di Ferrara, vede il contributo delle Gallerie Arte Moderna e Contemporanea e della Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con i Musei d’Arte Antica.
Si possono ammirare in esposizione un buon numero di olii, pastelli e disegni provenienti dalle raccolte civiche ferraresi e da altri enti pubblici, ma anche alcune opere concesse in prestito da privati e istituzioni quali l’Archivio Eredi Previati e la Fondazione Cavallini-Sgarbi di cui si può ammirare “Prima comunione”, dipinto del 1884 che riporta un suggestivo spaccato di scena cerimoniale immerso in un’atmosfera di luce annebbiata.

 

Apre il percorso espositivo di circa 100 opere, il bozzetto del visionario dipinto “Gli ostaggi di Crema” del 1879, prima affermazione pubblica dell’artista non ancora trentenne, tela di grandi dimensioni che vinse il premio della Fondazione Canonica. Di seguito, sfilano nelle diverse sale i temi legati ai suoi maggiori interessi: i soggetti storici e letterari, i religiosi e naturalistici, quelli sociali e di costume, quasi tutti rappresentati in dipinti che evidenziano la svolta divisionista. E primo fra tutti “Nel prato”, olio del 1889 proveniente da Palazzo Pitti, che come affermò lo stesso autore è il suo “primo tentativo della tecnica nuova della spezzatura del colore, una tecnica che dà l’impressione di una maggiore intensità di luce”.
Celebra la storia di “Paolo e Francesca”, il dipinto considerato la massima espressione artistica dello stato d’animo della sfortunata coppia, un soggetto ripreso più volte dall’artista, culminato nel lavoro del 1909 in cui due corpi abbracciati ascendono al cielo come anime santificate dal loro amore. Umberto Boccioni, che aveva visto il dipinto, rimase tanto colpito dal “modus” del ferrarese da scrivere nel 1911: “con lui le forme cominciano a parlare come musica, i corpi aspirano a farsi atmosfera, spirito, il soggetto è già pronto a trasformarsi in stato d’animo”. “Previati – afferma Chiara Vorrasi  – può essere considerato il precursore della svolta futurista che Boccioni si appresta a fare con la prima redazione del trittico degli ‘Stati d’animo’ ”.

 

Anche nei generi pittorici più tradizionali, si nota l’approccio innovativo dell’artista ferrarese. Lo evidenziano le opere raccolte in mostra nella sezione dei dipinti a tema religioso di cui fanno parte “L’Assunzione” e “I re magi”, tele nelle quali, ancora una volta, la soluzione estetica e spirituale è data dalla luce: è lei a dare forma ai protagonisti grazie al movimento lineare del colore.  Lo stesso accade per i temi naturalistici – a prima vista sin troppo semplici e quasi banali , ma in realtà volutamente spogli di particolari – dove tutto è giocato sulle sensazioni di pace e serenità evocate dai toni di luce sapientemente miscelati, e che diventano “stati di beatitudine” quando osserviamo i colori caldi di “Paesaggio” o le macchie rosse brillanti di “Colline liguri” .

 

Alla naturale attitudine a trasferire in pittura sentimenti astratti, si unisce in Previati la capacità di illustrare temi teatrali e letterari, sfruttando le occasioni di lavoro offerte dall’editoria in crescita. Nei disegni realizzati per i “Racconti” di Edgar Allan Poe e per “I promessi sposi” del Manzoni (circa trecento tavole), l’artista prova con successo a creare scene che vanno al di là del testo trasferendo al lettore lo stato psicologico dei protagonisti immersi nell’atmosfera della narrazione. Ma senza esagerare nei dettagli, perché egli sostiene che l’illustrazione troppo descrittiva limita la creatività del lettore il quale, viceversa, deve immaginare a sua volta nuove suggestioni, inserire con la fantasia dettagli che l’artista ha omesso. Previati, in sostanza, invita l’osservatore a partecipare all’opera: un concetto moderno per l’epoca.

 

Anche i temi offerti dalla novità poetica di Marinetti intrigano Previati in età matura: per la Camera di Commercio di Milano realizza il ciclo delle “Vie del commercio” (1914-16) secondo i dettami stilistici della modernità futurista tecnologica e globale.
Il grande pannello “La ferrovia del Pacifico” appartenente al trittico decorativo – ed esposto in mostra corredato di disegni – evidenzia ancora una volta la sensibilità visionaria e il desiderio di innovarsi del maestro, evocando il senso di velocità, di altitudine, di libertà nel varcare le frontiere.
Ma sono gli ultimi fuochi. Dal 1917 prevale la stanchezza fisica e creativa. Previati torna all’esperienza naturalistica. Predominano nature morte e paesaggi marini. Si tratta di una regressione artistica rispetto ai volitivi decenni precedenti, dovuta forse al dispiacere per la perdita della moglie e di un figlio. Tanto si aggraverà il suo stato di salute, da decidere di rinunciare alla pittura.

 

Gaetano Previati, “Ferrovia del Pacifico”, 1914-16. Camera di Commercio Metropolitana di Milano-Brianza-Lodi


“Tra Simbolismo e Futurismo. Gaetano Previati”
Mostra prorogata fino al 31-12-2020
Ferrara, Castello Estense
Orario: 9.30-13.30 / 15.30-19.30. La biglietteria chiude 45 minuti prima. Chiuso il martedì mattina
Causa disposizioni prevenzione Coronavirus, gli ingressi sono contingentati e consentiti a un massimo di 15 visitatori ogni 20 minuti. La prenotazione è fortemente consigliata

Informazioni e biglietteria tel. 0532.299233
Prenotazioni tel. 0532.244949
castelloestense@comune.fe.it
www.castelloestense.it

Related posts