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Rubriche Scaffale 

La Vie Parisienne. Le 513 copertine Art Déco degli anni Venti

Questo è soprattutto un libro di immagini: la celebrazione delle 513 splendide copertine de La Vie Parisienne degli anni ’20, il decennio che sarebbe stato ricordato per l’esaltante atmosfera cosmopolita, mondana e liberale di Parigi.

Si tratta di una parte rilevante delle 1570 copertine a colori prodotte dal 1910, anno di adozione, al 1943, anno in cui La Vie sospende le pubblicazioni a causa della guerra*.
La copertina è la bandiera che esplicita l’identità di una rivista, attrae le attenzioni e seduce i curiosi a procedere all’acquisto. L’editore Saglio lo sapeva bene e non badò a spese ingaggiando artisti di talento senza eguali come Barbier, Brissaud, Brunelleschi e altri tra cui Hérouard e Léonnec che ne firmarono rispettivamente circa 300 e 700. La costante competizione fra loro stimolò un alto grado di inventiva. I loro eccellenti lavori hanno reso La Vie Parisienne una rivista unica nel suo genere e irripetibile.


*La Vie riprenderà le pubblicazioni nel secondo dopoguerra ma la qualità delle copertine scadrà vistosamente


 

 

Fondata nel 1863 da Marcelin, La Vie Parisienne fu rilevata nel 1906 da Charles Saglio, che la modernizzò e le fece assumere anche quel taglio erotico che contribuì a decretare il suo grande successo. Oltre a modificare il sottotitolo in Contes et Nouvelles, Theatre et Musique, Les Sports, Les Arts, sempre però con l’alta moda femminile e l’amore in primo piano, Saglio cambiò anche il target: non più la coppia borghese bensì le classi sociali più elevate e benestanti. Tra i propri abbonati la rivista vantò ben presto addirittura otto monarchi europei.

 

Erano anni di grandi eventi e cambiamenti nel campo della moda e dell’arte, dalla nuova moda di Poiret (1908), ai Balletti Russi di Diaghilev (1909), al Futurismo di Marinetti (1909), all’Exposition de l’Art Bouddhique (1913) fino a L’Exposition des Arts Décoratifs (1925) da cui trasse origine il termine Déco.
Erano anche gli anni di un’evoluzione di particolare importanza in campo sociale: la nascita della donna moderna, libera e indipendente. Per dare un’idea visiva di un aspetto di questa evoluzione, si pensi che i metri di tessuto necessari per vestire una donna da quattordici all’inizio del secolo si ridussero a tre nel 1920. Sviluppi tutti che La Vie Parisienne, la grande ambasciatrice della città più sofisticata e affascinante del mondo, s’incaricò di registrare con testi e illustrazioni di un gruppo di letterati e artisti di talento senza eguali.

 

La rivista dava spazio anche ai pettegolezzi, storie spesso incentrate sulle donne ricche, sia giovani alla ricerca di amore che meno giovani e con maggior esperienza. In inverno frequentavano i campi da sci, in estate le spiagge e i Casino di Deauville e Le Touquet; prendevano l’automobile per andare in gita con amici o il treno di lusso per Nizza, Cannes e la Costa Azzurra. Alcune erano sposate a ricchi uomini di mezza età che concedevano loro non solo agiatezza ma anche tempo libero da dedicare ad avventure con amanti. La rivista impersonificava tutto ciò che era implicito nel concetto di vita parigina. Eleganza, allegria e diletto nei piaceri sessuali erano spesso i temi trattati con testi e illustrazioni che la pudica borghesia giudicava pornografici. Una reputazione per la verità del tutto immeritata, che finì paradossalmente col favorire la diffusione del settimanale.

Dopo aver attraversato indenne due guerre mondiali e registrato numerosi cambi di gusto, sul finire degli anni ’40, anche a seguito dei passaggi di proprietà, il nuovo indirizzo editoriale segnerà la fine della brillante tradizione de La Vie Parisienne e, nel 1970, anche quella dello stesso settimanale.


Scheda tecnica
Autore: Angelo Luerti
Formato: cm 22,5×30 – pagg. 232 – 583 immagini a colori. Testo anche in inglese
Anno di pubblicazione: 2021

Prezzo: € 50,00


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