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Stefania Pinsone. Fuori dai confini, alle porte di un Universo intricato

Il prossimo autunno alla Art Gallery di Milano, personale di Stefania Pinsone. Artista che sorprende per originalità e fantasia

Roma, dove è cresciuta, ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti e ha conseguito la Laurea in Storia dell’Arte, è anche la città dalla quale Stefania Pinsone ha sentito la necessità di allontanarsi per farsi conoscere e promuoversi al meglio presso un pubblico internazionale. Da oltre 10 anni, infatti, la talentuosa artista e graphic designer vive e lavora nella Svizzera tedesca, da dove le è più facile raggiunge le capitali europee dell’arte contemporanea, e dove si reca periodicamente in occasione delle sue mostre. Soprattutto Londra, nel 2019, l’ha vista protagonista e Primo premio alla EWAL Premier Art Award London, competizione internazionale presieduta Dan Fern, Professore emerito della Royal College of Art.

 

Il riconoscimento londinese, che per la sua importanza ha fruttato a Stefania Pinsone nuove occasioni di lavoro, ha allargato il parterre degli estimatori della sua arte pensata “a tavolino”, caratterizzata da uno stile unico che induce lo spettatore a soffermarsi sui singoli particolari, a seguire una ad una le linee geometriche dei labirinti e le curve che si intersecano, ad ascoltare gli echi delle simbologie classiche. Sono queste, le immagini che vanno a costruire un insieme moderno/antico, immobile ma in movimento allo stesso tempo, frutto di un’ispirazione più intellettuale che creativa di semplice digital realistic painting, messa in opera accostando materiali differenti di non facile lavorazione come alluminio, plexiglas, strass, ferro, resina e colori fluorescenti.

 

Stefania Pinsone, artista e graphic designer

 

Le opere di questa interessante artista si potranno ammirare dall’1 al 14 ottobre presso la Art Gallery di Milano, in una mostra curata da Roberto Papini, della Arting 159. Di seguito, alcuni stralci di critica estetica riportati nel Catalogo che accompagna l’evento espositivo.

“Guardando le tele di Stefania Pinsone il mio pensiero viene influenzato dalle sue visioni; è la forma che spacca i confini della realtà, mi porta fino all’inizio dell’Universo. Vedo una visione più complessa dello spazio, una dimensione illusoria dei suoi disegni; realtà che tecnicamente dovrebbero essere estranee al loro spazio figurativo. Le sue opere mi riportano alla scienza, alla matematica ed alla fisica; apprezzo il suo uso razionale di poliedri, distorsioni ed interpretazioni originali di concetti appartenenti alla scienza, sovente per ottenere effetti paradossali”.
“(…) Scale, specchi, illusioni ottiche. Nietzsche diceva che se si guarda troppo a lungo nell’abisso, alla fine l’abisso guarda dentro di te. Ed è proprio questo che succede quando ci sporgiamo a guardare giù in queste opere, giù nella mente di Stefania Pinsone”.

 

“(…) Prospettive infinite di architettura, cerchiamo di tenerci in equilibrio ma stiamo già cadendo, precipitando nella tromba delle scale immaginarie, fluttuando nel vuoto abissale fino a sussultare, come quando si cade in un sogno, e ci risvegliamo di soprassalto col cuore che scalpita”.
“(…) Le strutture e le architetture in apparenza semplici ti catturano lo sguardo che ci porta presso popoli antichi e moderni in un viaggio continuo, facendoti perdere la concezione dell’equilibrio, del tempo, del vuoto e della confusione, per poi lasciarti da solo con quell’inquietudine ignota, con quella sensazione venuta dallo spazio. È una metamorfosi che non si ferma mai, un circolo vizioso che riparte e riporta sempre alla stessa illusione di evadere dal quotidiano”.

 

“(…) Nelle tele di Stefania Pinsone la vita sembra che ci imponga di vedere immagini, corpi, immobilità e confini, il mondo è indaffarato nel proporci indefinibilità, sfumature, transizioni e transitorietà. Le sue opere sono la rappresentazione stessa della nostra mente: come un divenire per scoprirsi sempre naufraghi”.
(Roberto Papini, dal catalogo The Great Reset. Exploring the inner space of the brain mechanics mixing past and future witnessing the death of all mythologies, 2021)

 

Stefania Pinsone, “Closed circuit”, 2020, acrilico, argento, oro, bronzo, pigmenti fosforescenti su alluminio argentato, cm 40×160

 

 


 


THE GREAT RESET
Mostra personale di Stefania Pinsone
dall’1 al 14 ottobre 2021
Art Gallery, Galleria d’Arte e design – Arting 159
Milano, Via Marsala 1
Sito web: robertopapiniandpartners.com
Facebook: Roberto Papini: Gallerista ed esperto d’arte

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