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Arti applicate Primo piano 

Renato Casaro. Pittore di Cinema

Treviso celebra con una grande mostra l’ultimo cartellonista DOC del Cinema internazionale

Quello dell’illustratore che bozzetto dopo bozzetto giunge al disegno finale di un manifesto, sembra essere un racconto d’altri tempi. Il progresso in campo grafico ci ha abituati a convivere con la nuova “identità” del fatto a mano, quella in cui ciò che conta è avere l’idea giusta, perché a realizzarla, poi, ci pensa Photoshop.
A questa nuova frontiera estetica continuamente in divenire – e dalla quale non si torna indietro – non possiamo certo rinunciare, ma quanto è bello sapere che non tutto si è perso della manualità di una volta e che nel campo delle arti grafiche ancora esistono sacche di resistenza.

 

Renato Casaro e l’arte del manifesto fatto a mano

Grande maestro del cartellonismo del Novecento, Renato Casaro, trevigiano, classe 1935, è l’ultimo baluardo di un modus operandi ormai obsoleto. Dalla metà degli anni ’50 fino alle soglie del nuovo secolo ha continuato a produrre col metodo tradizionale.
Artista a tutto tondo, apprezzato pittore e abilissimo grafico, Casaro è noto ai collezionisti di Cinema di tutto il mondo per i suoi manifesti accuratissimi e di grande impatto scenico. Amatissimo da registi stranieri quali John Huston, Claude Lelouch, Rainer Werner Fassbinder, Francis Ford Coppola, solo per citarne alcuni, ha lavorato negli anni per moltissimi italiani: Leone, Bertolucci, Tornatore, Argento, Rosi, Monicelli…, talvolta col “certificato” merito di aver portato al successo pellicole che senza il supporto delle sue mirabili affiche non avrebbero avuto tanto pubblico in sala. E questo grazie al suo modo di dipingere.

Nel corso degli anni Settanta l’artista si è affinato, allontanandosi sempre più dall’intuitiva e libera pennellata di timbro impressionista caratteristica degli esordi e del precedente decennio. Lo stile iperrealista e l’uso sapiente dell’aerografo – di cui Casaro è un precursore nel manifesto – hanno portato dagli anni Ottanta nuova linfa ai suoi lavori arricchendoli di chiaroscuri, sfumature, effetti di luce. Ne sono testimonianza opere così vicine al vero da sembrare fotografie più che disegni. Tutti ne sono rimasti affascinati: registi, attori, produttori, pubblico.

 

Saper disegnare con perizia tecnica non è la sola dote riconosciuta al Casaro, ad essa vanno aggiunte l’eccezionale fantasia e l’empatia che sapeva instaurare col personaggio da rappresentare, fosse un guerriero metropolitano alla Rambo, un simpatico tipo alla Verdone o un cantante famoso da “musicarello”. E c’è di più. Da abilissimo ritrattista, intuitivo e comunicativo, il Maestro riusciva a imprimere forza vitale all’intera storia, a riportare “(…) l’anima di un film in un manifesto, il tutto mentre lo stesso era ancora in lavorazione, potendo spesso contare solo su qualche fotografia di scena” (Roberto Festi)

 

Renato Casaro, manifesto per il film “Geronimo”, 1962, USA. Regia Arnold Laven

 

Da Treviso con talento

L’arte cartellonistica di Casaro, testimonianza non solo del Cinema ma anche del costume della seconda metà del ‘900, principia a Treviso, sua città natale dove, diciassettenne (1952), crea per le sale cinematografiche locali grandi sagome dipinte a mano, promozionali dei film in svolgimento.
Nel ’54, motivato dalle sue capacità e spronato da chi già ne apprezza le doti, il giovane artista decide di mettersi in gioco recandosi a Roma dove ha modo di farsi apprezzare presso lo studio del pittore Augusto Favalli, noto illustratore in contatto con la Casa cinematografica Lux. Nel 1955 appaiono i primi manifesti a sua firma: Due occhi azzurri, un film di produzione tedesca e Criminali contro il mondo, una pellicola americana distribuita da Minerva. Ben presto, il riconosciuto talento induce il disegnatore ad aprire uno studio in proprio (1957).
Inizia così la carriera di Renato Casaro cartellonista di Cinema, un lavoro che di successo in successo lo ha portato lontano, ad anni di intensa attività che non conoscono confini tematici – film storici, comici, d’azione, drammatici, Western… – né frontiere lavorative, una volta entrato in contatto con le grandi produzioni internazionali che gli offrono interessanti contratti.

 

Renato Casaro, disegno originale per il film “Lo chiamavano Trinità”, 1970, Italia. Regia E.B. Clucher. Archivio Casaro

 

Dopo anni di intenso lavoro alcuni dei quali vissuti a Monaco di Baviera (dal 1984), Renato Casaro si trasferisce a Marbella, Spagna (1999). È qui che prendono vita i suoi ultimi poster; ultimi perché con l’ingresso in scena dell’arte grafica digitale il suo interesse per la cartellonistica viene meno. Rientra a Treviso nel 2014, dove risiede e dove si conserva il suo ricchissimo materiale, l’archivio del suo frenetico lavoro di cinquant’anni. Ad oggi, dedica il suo tempo creativo ad un diverso genere artistico: dipingere alla sua maniera – e con successo! – veristici animali africani.

Note a margine

  • Nel 1999 e nel 2000 Renato Casaro ha illustrato il prestigioso Calendario dell’Arma dei Carabinieri.
  • Nel 2019 è stato chiamato dal regista Quentin Tarantino per collaborare nel progetto dei “poster vintage” realizzati per il film C’era una volta a… Hollywood.
  • Nel 2020 il regista Walter Bencini gli ha dedicato: L’ultimo Uomo che dipinse il Cinema, interessante docufilm in cui l’anziano artista racconta del suo lavoro.

 

Trailer ufficiale del docufilm “L’ultimo uomo che dipinse il Cinema”, Italia 2020, Regia Walter Bencini

 


La mostra in corso a Treviso

“Renato Casaro. L’ultimo cartellonista del cinema. Treviso, Roma, Hollywood”

 

La locandina della mostra a Treviso

 

La grande esposizione che Treviso dedica all’opera dell’illustre concittadino è disposta in tre sedi diverse e prevede date di chiusura differenti.
Presso la sede dei Musei Civici di Santa Caterina si sviluppa la sezione dal titolo Treviso, Roma, Hollywood, che presenta un cospicuo gruppo di opere complementari a quelle esposte nella seconda sede, la ex chiesa di Santa Margherita (Museo Nazionale Collezione Salce), intitolata L’ultimo cartellonista. A confronto: i grandi coloratissimi affissi, un selezionato insieme di bozzetti di studio e i preziosi “originali”, ossia i disegni definitivi scelti per realizzare poi i manifesti a stampa.

 

Renato Casaro, manifesto per il film “Io sto con gli ippopotami”, 1979, Italia. Regia Italo Zingarelli

 

L’intera filiera che porta alla creazione del prodotto finito viene illustrata nella mostra Dall’idea al manifesto, terza sede che trova posto nel Complesso di San Gaetano, sempre facente parte del Museo Salce: dai contatti con le Case di produzione o di distribuzione ai primi schizzi a matita; dal bozzetto di prova – spesso con le varianti richieste, o imposte, dalla committenza – a quello esecutivo, sino allo studio per l’inserimento del lettering (scelta dei caratteri ecc., un tempo manuale, in seguito fotomeccanico) per infine alla stampa. Sei film simbolo di Casaro raccontano, con una forte valenza didattica, tutto il mondo tecnico e artistico che sta dietro la creazione di un manifesto, mentre in ogni sede espositiva è presente il video inedito prodotto da FilmWork che, per flash, mostra al pubblico trailer e spezzoni di film dei quali Casaro ha curato il corredo iconografico e riporta alcune sue riflessioni sulla carriera professionale.

Gli oltre trecento pezzi presentati nelle tre esposizioni sono pubblicati nel corposo volume realizzato da Grafiche Antiga a cura di Roberto Festi, un testo ricco di approfondimenti, immagini d’epoca, fotografie di scena e di un primo analitico repertorio delle opere di Casaro.

 

In copertina: Renato Casaro, manifesto per il film “Rambo III”, 1988, USA. Regia Peter MacDonald

 


Renato Casaro. L’ultimo cartellonista del cinema. Treviso, Roma, Hollywood
Treviso
Museo Nazionale Collezione Salce

sedi: Chiesa di Santa Margherita e Complesso di San Gaetano
dal 13 giugno 2021 al 1 maggio 2022
Orario: dal venerdì alla domenica 10-18
www.collezionesalce.beniculturali.it

Musei Civici Treviso
sede Santa Caterina, Piazzetta Mario Botter 1
dal 13 giugno 2021 al 9 gennaio 2022
Orario: dal martedì alla domenica 10-18
www.museicivicitreviso.it

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