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Primo piano Scaffale 

Da poco usciti per i tipi di Archinto

In libreria dallo scorso febbraio, due testi che documentato la profonda sintonia intellettuale e il prolungato dialogo tra due grandi protagonisti della storia dell’arte del Ventesimo secolo, Roberto Longhi (1890-1970) e Giuliano Briganti (1918-1992).

Giuliano Briganti. Roberto Longhi”, volume a cura di Giovanni Agosti, raccoglie gli scritti che in quasi quarant’anni Briganti ha dedicato al grande studioso. L’autore affronta e analizza la natura dei rapporti che legano fra loro maestro e allievo scegliendo di partire emblematicamente dal 1955, anno della celebrazione di Longhi, quando Briganti festeggiava il maestro sulle pagine della “Fiera Letteraria”, in compagnia di Cecchi, Toesca, Contini, Bassani, Bertolucci, Volpe, Pallucchini e Soldati. Prosegue poi con gli scritti compresi dal 1965 al 1968 in cui Briganti fu collaboratore de “L’Espresso” e con i numerosi interventi pubblicati sulle pagine de “La Repubblica”, quotidiano con cui Briganti collaborò dal 1976 fino alla morte. Giovanni Agosti riesce a evidenziare con la sua analisi come Briganti abbia cercato di mettere a punto, in questi scritti, uno stile di informazione semplice e chiaro, percorso da una forte tensione civile e tuttavia scevro da vana polemica, confermando anche in questo l’affinità spirituale che lo legava a Longhi.
A concludere questa raccolta di scritti viene inserita una prova narrativa nella quale Briganti fa ricorso al sogno per affrontare l’ombra del Maestro. Sullo sfondo di questo racconto onirico scorre il panorama della storia dell’arte in Italia nel secondo Novecento, tra editoria, università e inesorabile, progressiva, perdita di autorevolezza culturale.

 

 

Giovanni Agosti, storico dell’arte e critico d’arte, si è laureato presso la Scuola Normale di Pisa. Dal 2015 è professore ordinario di Storia dell’arte moderna presso l’Università degli Studi di Milano dopo aver lavorato per molti anni nelle Soprintendenze per i Beni artistici e storiici di Mantova e Firenze. Tra le sue varie pubblicazioni un’importante monografia su Andrea Mantegna.

“Giuliano Briganti. Roberto Longhi”
a cura di Giovanni Agosti
Ed. Archinto
Collana: Le mongolfiere, 2021 – pp. 168
18,00 euro


Giuliano Briganti, Roberto Longhi. Incontri”, a cura di Laura Laureati, raccoglie l’intero carteggio Longhi-Briganti (corrispondenza dal 1939-1969) e indaga il versante più privato del rapporto fra i due studiosi, Briganti conosceva infatti Longhi fin dall’infanzia poiché amico del padre Aldo. Il testo dispiega il carteggio iniziato quando Roberto Longhi era un quarantanovenne professore universitario già molto noto, e Giuliano Briganti (figlio del collega e amico Aldo) uno studente ventunenne che si sarebbe laureato un anno dopo. Il primo documento è un telegramma dell’agosto 1939, l’ultimo, datato 2 aprile 1969, è una lettera affettuosa di Longhi, ormai ottantenne e vicino alla morte (3 giugno 1970), inviata al figlio del compagno di gioventù. Briganti ha quasi cinquant’anni ed è già maestro.

 

 

Laura Laureati, storica dell’arte è stata allieva di Giuliano Briganti. I suoi studi rivolti in particolare al paesaggio, la veduta e la natura morta a Roma fra Sei e Settecento hanno approfondito in particolare Gaspar van Wittel, i Bamboccianti e Pier Francesco Mola. Nel 2007 ha curato la raccolta di articoli di Briganti “Affinità”.

Giuliano Briganti, Roberto Longhi
“Incontri. Corrispondenza 1939-1969”
a cura di Laura Laureati
Ed. Archinto
Collana: Lettere, 2021 – pp. 208
18,00 euro

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