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“Asnago e Vender a Milano” l’eredità dei due architetti milanesi in un dialogo tra Adam Caruso e Cino Zucchi

Contribuire a diffondere la cultura del progetto architettonico di qualità e la conoscenza dell’architettura della città di Milano, anche attraverso una rilettura contemporanea delle opere di Mauro Asnago e Claudio Vender, esponenti autonomi del Movimento Moderno milanese che cambiarono il volto del capoluogo lombardo dagli anni ’30 agli anni ’60 del Novecento. Inserirsi, inoltre, nel solco del dibattito in corso nella città meneghina, proprio sul recupero del Moderno milanese e sulle strategie di intervento possibili per rinnovare gli edifici storici della città, salvaguardandone l’eredità culturale.

Con questi intenti l’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano e la sua Fondazione propongono la pubblicazione “Asnago e Vender a Milano” di Massimo Novati, tra i primi studiosi dei due architetti.
Il libro, in italiano e in inglese, edito dalla Fondazione dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano, costituisce il settimo volume della collana editoriale Itinerari di architettura milanese, che dal 2013 traduce in prodotti editoriali inediti i percorsi tematici organizzati da Ordine e Fondazione nel capoluogo lombardo.

 

 

«Siamo molto soddisfatti di poter presentare anche quest’anno, nonostante le difficoltà dovute all’emergenza sanitaria in corso, la pubblicazione che da sette anni illustra una delle iniziative più note e riconoscibili di Fondazione» commentano Corinna Morandi, Vicepresidente dell’Ordine degli Architetti di Milano e Stefano Tropea, Consigliere dell’Ordine e della Fondazione. «Un risultato reso possibile – aggiungono da Ordine e Fondazione – anche dalla costante collaborazione alla collana del direttore Maurizio Carones, che conferma anche per il 2020 la veste grafica inaugurata due anni fa con il testo su Marco Zanuso. Il volume intende testimoniare il lavoro di valorizzazione del patrimonio Moderno milanese che ci vede impegnati su più fronti e che, proprio in queste settimane, sta tornando di attualità».

 

Edificio per abitazioni in piazza Sant’Ambrogio, 1948. © Delfino Sisto Legnani

 

Cuore della pubblicazione, il dialogo tra Adam Caruso e Cino Zucchi che raccontano come è nato il loro interesse per le opere di Asnago e Vender. «Nel secolo scorso, soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale – afferma Caruso – a Milano gli architetti erano davvero liberi di lavorare. E ciò che trovo particolarmente interessante di Asnago e Vender è che il loro lavoro supporta la città come manufatto culturale e contribuisce sempre alla sua crescita». Sulla stessa linea l’architetto milanese Zucchi che aggiunge: «Possiamo mettere in relazione il lavoro di Asnago e Vender con questa volontà ambivalente di creare un legame tra la costruzione collettiva dell’ambiente urbano e il diritto all’espressione individuale».

 

Edificio per abitazioni in via Col Moschin, 1939-40. © Delfino Sisto Legnani

 

L’itinerario del libro si snoda lungo le vie di Milano, partendo dai primi anni dell’attività professionale dei due protagonisti e abbracciando 30 anni della loro carriera, dal 1937 al 1967, per arrivare a offrire una panoramica esauriente sulle architetture firmate Asnago-Vender in città.
«Pochi architetti hanno lavorato con tale intensità in coerenza e qualità – ricorda Novati nell’introduzione – realizzando un grande lascito di architetture da vedere e visitare». Di carattere schivo entrambi, le opere che hanno lasciato in eredità sono il loro testimone e offrono la possibilità per un’ulteriore rappresentazione di Milano: «Nei loro progetti – spiega il curatore – architettura e pittura si sostanziano grazie alla capacità professionale di diventare oggetti del quotidiano, del vivere, dell’abitare».
Un lavoro di ricerca, quello dei due architetti, finalizzato ad una nuova tipizzazione della casa d’appartamenti, ma anche delle destinazioni commerciali: i negozi milanesi del ’39 creeranno un nuovo tipo di spazio pubblico, di aperta ispirazione scenografica. La tensione ad una classica “modernità” continuerà anche fuori dai confini cittadini, con le ville e le case della Brianza costruite negli anni ’50, fino ad arrivare all’ultima opera, il complesso parrocchiale a Rozzano. Senza dimenticare gli edifici accanto alla torre Velasca, espressione di una Milano che si rigenera dopo i conflitti bellici. «Tutto l’isolato di via Albricci e via Paolo da Cannobio – ricorda ancora Novati – testimonia un brano di città moderna e europea. La sequenza degli edifici che lo compongono, tutti recanti la firma di Asnago e Vender, non è solo l’esecuzione di un piano urbanistico, ma la chiara affermazione di come l’urbanistica si costruisca insieme all’architettura».

 

Isolato tra via Albricci e piazza Velasca, 1939-58. © Delfino Sisto Legnani

 

A contraddistinguere e impreziosire il volume, inoltre, la presenza dei disegni inediti di Mario Asnago, provenienti dall’archivio della famiglia Asnago Ratti, testimoni di una passione per la pittura che portarono l’architetto a stretto contatto con il gruppo degli astrattisti milanesi e dell’ambiente culturale che ruotava intorno alla Galleria Il Milione. Come ricorda Novati, infatti, entrambi – Asnago è stato allievo di Longoni – muovono i primi passi dalla pittura; un’influenza pittorica evidente, che si riflette nella loro ricerca architettonica, che concretizza elementi metafisici dell’astrattismo, manifestandosi in un uso straordinario del colore e nelle facciate: queste vengono concepite come grosse tele, dove una finestra fuori asse può modificare l’intero andamento architettonico.


Scheda tecnica
Titolo: “Asnago e Vender a Milano”
Autore: Massimo Novati
Editore: Fondazione dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano
Formato: 124 pagine
Prezzo: € 18,00


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