Carta Primo piano 

Cartoline Mak pi 100. Accademia Navale mon amour!

di Alessandro Paglia

Anno 1839. Un Decreto Regio riduce da 5 a 3 gli anni di studio in Accademia Militare di Pinerolo. L’allievo Emanuele Balbo Bertone di Sambuy immortala l’evento esclamando con gioia in piemontese “mac pi tre!”, ovvero “finalmente solo tre anni”, un’espressione scherzosa e sarcastica che diventa subito “mac pi sent!”, ovvero “soltanto 100 giorni ancora” prima di uscire dall’Accademia col titolo di Ufficiale.
In occasione dell’evento, gli allievi organizzano una grande festa goliardica autorizzata all’istante, che prende nome proprio dall’esclamazione del giovane cadetto.

 

Il Mak π 100 può essere considerato come uno degli eventi nati con l’Unità d’Italia. La sua popolarità cresce con gli anni divenendo una vera e propria tradizione, tanto che nel 1891, sempre con Decreto Regio, entra in uso all’Accademia di Modena per l’Esercito e a quella di Livorno per la Marina; nel secolo successivo viene adottata anche dalle Accademie e dalle Scuole degli altri corpi militari non solo italiani. È la festa istituzionale dei giovani che coronano il sogno di diventare ufficiali: il sogno di “ragazzi che sono guidati” nella formazione per diventare “uomini che guidano altri”. Una festa seria, dunque, tanto che per essa gli allievi nominano un comitato che lavora e coagula le idee di tutti i compagni del Corso e che progetta l’attività festaiola seguendo il protocollo che l’ha resa celebre. Si apre, infatti, con un sontuoso banchetto con ospiti importanti tra cui i familiari, e di seguito danze e spettacoli di grandi orchestre (il ballo del Mak π è oggi un evento pubblico e conclamato come “il ballo delle debuttanti” per le belle ragazze partecipanti). La serata continua con presentazione e consegna del libro del Mak π 100 nel quale con spirito goliardico e autoironia ciascun allievo racconta degli altri, e quindi di sé stesso, avventure e disavventure vissute insieme negli anni di Accademia. Chiudono, gli inni del Corso e le poesie di addio (che non è poi un addio) all’Accademia.

 

Le cartoline MAK π 100 della Marina

Anche con il Mak π 100 marinaro l’Arte della cartolina è servita.
Del cerimoniale gioioso della festa di fine corso fanno parte, infatti, le cartoline illustrate della Marina che interpretano con ironia arguta e faceta la vita di Accademia secondo la bravura di alcuni cadetti che da improvvisati disegnatori si atteggiano a grandi firme del fumetto (e magari alcuni di essi lo diventeranno poi nella vita).
Scritte, inviate e in tal modo diffusesi, esse raccontano agli estranei a quel mondo quanto la spensieratezza dei “cadetti di marina” sia importante, una simpatica spensieratezza che oggi ritroviamo sui banchi dei mercatini del modernariato per la gioia dei collezionisti di cartoline.
Gli esemplari che presentiamo sono stati scelti per raccontare la vita dell’allievo dall’ingresso all’uscita dall’Accademia ed evidenziano al contempo la qualità artistica che in alcuni casi sorprende per la spiazzante originalità.
La cartolina n. 1, in stile liberty, è stata disegnata da un anonimo molto bravo che usa il simbolo della donna per rappresentare l’Accademia che educherà il ragazzo determinato a diventare ufficiale (petto nudo e spada sguainata). Sullo stesso tema, con grafica semplice e fine umorismo, la cartolina n. 2 raffigura un bimbo che si sente già un ufficiale con la sua barchetta-giocattolo, ripreso davanti al palazzo dell’Accademia alla pari dell’ufficiale vero che ne sta uscendo.

 

La cartolina n. 3 può considerarsi un gioiello: l’Accademia è rappresentata come la chioccia che cova le uova (i cadetti) per far nascere i pulcini (gli ufficiali). Tale felice ed efficace allegoria è stata riproposta più volte ed esiste anche una sua imitazione realizzata dalla Marina USA; il suo autore, Francesco de Robertis, creò altre importanti cartoline per la Marina e per l’Aeronautica, e diventò celebre come regista cinematografico del primo Neorealismo con i film “Uomini sul fondo”, “Alfa Tau” e “La Nave Bianca”, avendo come co-regista Roberto Rossellini.

 

Molto intriganti sono le cartoline disegnate con stilemi a marionetta. In vari modi esse ricordano con umorismo e vivacità la raggiunta nomina a Ufficiale. Spiritose tutte, ma alcune meritano particolare menzione, come la n. 6 in cui un guardiamarina snob porta la nave in punta di dita come una sigaretta, una geniale trovata realizzata in stile futurista dall’illustratore professionista Rudi per il Corso dell’Ammiraglio Giorgio Ghe nel 1920.

 

Cartolina n. 6, Corso Giorgio Ghe 1920, Ed. Salomone Belforte (Collezione Enrico Sturani)

 

Nella cartolina n. 14 – contaminazione futurista dell’immagine di San Giorgio e il drago – una marionetta/robot fatta di libri viene colpita a morte dal guardiamarina che infierisce con la spada, mentre nella n. 15, anch’essa di stile futurista, la goliardica gioia viene espressa dal concerto di allievi sotto una pioggia di gradi che piovono dalle finestre a chiusura del Mak π 100 del 1925.

 

Chiudiamo il nostro viaggio nel mondo variopinto della cartolina Mak π 100 della Marina pubblicando alcuni esemplari dedicati all’addio all’Accademia; sono uno più bello dell’altro e tutti validi a mostrare con arte il sentimento di gratitudine per la Scuola terminata.
Nella cartolina n. 12 – un pezzo dal fine simbolismo pittorico – il saluto romantico del guardiamarina all’invecchiata e abbandonata divisa di cadetto sotto il sole dell’avvenire rappresentato dalla nave; nella n. 13, il benvenuto a bordo al neo guardiamarina che arriva in barchetta a remi – all’allegro coro degli ufficiali il disegnatore aggiunge un colpo di cannone. Originalissima per creatività anche la cartolina n. 9 che presenta una diligenza carica di cadetti in arrivo al sospirato traguardo dei 100 giorni sebbene assalita dai banditi, simbolo delle difficoltà superate; ne è autore Teseo Tesei, futuro ideatore del siluro a lenta corsa della X Mas e Medaglia d’Oro alla memoria per il generoso atto eroico compiuto nell’attacco a La Valletta – evidenzia la creatività del Tesei anche l’allegra cartolina n. 10 con le vignette del Gioco dell’Oca ad illustrare gli aspetti principali di vita quotidiana in Accademia. E infine, nell’immagine n. 16 tutta la soddisfazione di un guardiamarina che se la gode in poltrona salutato da due belle ragazze “infiltrate”.

 

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