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Fondazione Massimo e Sonia Cirulli. Apre la nuova sede in un luogo simbolo del design italiano

La Fondazione

Nata nel 2015 la Fondazione che porta il nome dei suoi creatori, Massimo e Sonia Cirulli, ha come obiettivo la valorizzazione dell’arte e della cultura visiva italiana del XX secolo, in ambito nazionale e internazionale.
Alla base del progetto, una collezione privata che conta migliaia di oggetti dal 1900 agli anni ’60, un insieme variegato che permette di divulgare la realtà italiana a tutto tondo grazie a eventi espositivi orientati al dialogo tra le discipline artistiche.

 

I coniugi Massimo e Sonia Cirulli, creatori dell’Archivio e della Fondazione che da loro prende nome.

 

La storia del luogo

La nuova sede della Fondazione si trova a San Lazzaro di Savena, una mezzora da Bologna. E non è stata scelta per caso.
Lungo parallelepipedo bianco affacciato sulla via Emilia, la struttura ricorda i vecchi fienili della zona e proprio ad essi si ispirarono nel progettarlo due fratelli milanesi, architetti e industrial designer già noti negli anni’50: Pier Giacomo e Achille Castiglioni. Per inciso, proprio a quest’ultimo, in ricorrenza dell’anniversario della nascita nel 1918, Milano dedica un insieme di eventi tra cui la mostra “100×100 Achille” in svolgimento presso la Fondazione Castiglioni.

 

Fondazione Massimo e Sonia Cirulli. San Lazzaro di Savena (BO). Veduta esterna

 

A commissionare la struttura nel 1960 furono Dino Gavina e Maria Simoncini, designer di arredi, amici e colleghi di lavoro, che pensarono all’immobile come a una vetrina per i loro arredi funzionali, creativi, visionari. Ma quello stabile divenne molto di più. Grazie ai contatti internazionali di Gavina e al suo impeto creativo, il luogo si trasformò ben presto in fucina di idee, laboratorio per artisti e disegnatori che avrebbero dato nuovo impulso allo stile abitativo di quegli anni.
Furono “di casa” nell’edificio a San Lazzaro di Savena nomi internazionali quali: Man Ray, Marcel Duchamp, Marcel Breuer, cui Gavina chiese di editare nuovamente i suoi pezzi Bauhous; ed ancora, creativi italiani quali Carlo e Tobia Scarpa e Lucio Fontana, solo per citarne alcuni.

 

Fondazione Massimo e Sonia Cirulli. Ingresso. Isolatore elettrico proveniente dall’allestimento del padiglione del Giappone alla XI Triennale di Milano del 1957. Simbolo dell’edificio, fu acquistato dal designer Dino Gavina primo proprietario dell’immobile.

 

Dopo il fallimento dell’impresa Gravina nel 2012, lo stabile, in pessimo stato, rischiava di essere demolito. I coniugi Cirulli, che ne conoscevano il vissuto e il valore architettonico, lo hanno acquisito e avviato al lungo restauro filologico che ha lasciato pressoché inalterata la struttura creata dai Castiglioni.
All’ingresso, accoglie il visitatore il grande isolatore elettrico proveniente dall’allestimento del padiglione del Giappone alla XI Triennale di Milano del 1957. Acquistato all’epoca da Gavina, venne posto a simbolo dell’edificio.

 

Fondazione Massimo e Sonia Cirulli. Sulla porta d’ingresso, l’emblematica frase che Walter Gropius scrisse nel 1958 nella prefazione dell’edizione italiana de: “L’architettura integrata ”.

 

Sulla porta d’ingresso, la frase di Walter Gropius tratta dalla prefazione de “L’architettura integrata”, pone il genio italiano alla guida della creatività internazionale, mentre all’interno, i pavimenti originali in cotto, le balaustre a sbarre di ferro sorrette da catene, gli ampi spazi completamente aperti, restano a testimoniare lo stile minimalista e funzionale voluto dal committente.
Anche lo spazio “rinato” è pensato per coprire esigenze diverse. “Anche adesso il nostro desiderio è quello di far rivivere la factory di quegli anni”, dichiara Massimo Cirulli alla stampa. “Inviteremo studiosi e direttori di musei internazionali per realizzare qui da noi e nei loro Paesi mostre impostate sul materiale proveniente dal nostro Archivio”.

 

 

Massimo and Sonia Cirulli Archive

Avviato nel 1984 a New York, l’Archivio di Arti del XX secolo non sarebbe mai nato se Massimo Cirulli non si fosse appassionato alla cultura artistica italiana del Novecento.
Nella Grande Mela, dove da Bologna si trasferì per studiare economia e in seguito lavorare come consulente, Massimo, nei primi anni ’80, cominciò a collezionare dapprima manifesti.
Dalla frequentazione di gallerie e mostre in cui notò che le opere italiane erano presentate, a suo avviso, in modo avulso dal contesto storico di appartenenza, nacque l’idea di creare una raccolta variegata in grado di restituire allo spettatore lo stile italiano a tutto tondo.
Alla fine degli anni Ottanta il Massimo and Sonia Cirulli Archive si era già fatto conoscere e alla fine degli anni Novanta il collezionista lasciava il suo lavoro principale per dedicarsi completamente, insieme a sua moglie, alla divulgazione dello “spirito artistico italiano”, attraverso l’esposizione della sua poderosa raccolta.

 

 

Grazie alla varietà dei materiali a disposizione: pittura, scultura, design, grafica, illustrazione, fotografia, filmati, sceneggiature, disegni progettuali, l’Archivio Cirulli ha avviato negli anni collaborazioni con importanti musei come il Guggenheim e il MoMA di New York, il De Young Museum di San Francisco, il Musée d’Orsay di Parigi, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, e con realtà private italiane quali la Fondazione Ferragamo e la Fondazione Prada.
Con la creazione della Fondazione nel 2015 e l’apertura della sua sede a San Lazzaro di Savena il prossimo 20 aprile, i coniugi Cirulli portano a compimento un’operazione che mira a perseguire i loro obiettivi in maniera più definita e calibrata.

 

 

La mostra di apertura

L’idea è quella di realizzare in Fondazione un paio di mostre l’anno. La prima, che coincide con l’inaugurazione della sede, apre al pubblico sabato 21 aprile e resterà visibile fino a novembre.
“Universo Futurista”, questo il titolo, è curata da due stimati studiosi facenti parte del comitato scientifico della Fondazione: Jeffrey T. Schnapp e Silvia Evangelisti. Il periodo indagato è quello dal 1909 al 1939.
Selezionate per l’occasione opere provenienti dall’Archivio, che pongono l’accento su tematiche centrali dell’estetica futurista.
Alla mostra dedicheremo prossimamente un servizio specifico.

 

Bruno Munari, “Momenti d’un lancio con il salvagente aereo”, 1930 c., fotomontaggio b/n, cm 15×21. Sul retro timbro “Ministero dell’areonautica/ gabinetto del ministero / ufficio collegamento col ministero/ della cultura popolare”. In mostra a “Universo Futurista”, Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, 21 aprile-18 novembre 2018

 


Immagine di copertina: Fondazione Massimo e Sonia Cirulli. San Lazzaro di Savena (BO). Panoramica esterna dell’edificio realizzato nel 1960 dagli architetti Pier Giacomo e Achille Castiglioni per il designer Dino Gavina.


Video: Massimo and Sonia Cirulli Archive. Pubblicato da Fondazione Cirulli, video YuTube, 15 aprile 2014


Immagini: © Fondazione Massimo e Sonia Cirulli


Scheda informativa:
Fondazione Massimo e Sonia Cirulli
San Lazzaro di Savena, Bologna, Via Emilia 275
Mostra di apertura: “Universo Futurista”, dal 21 aprile al 18 novembre 2018
Orario: venerdì 15-19.00; sabato e domenica 11-20
http://fondazionecirulli.org/

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