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Vi presento i miei musei

Mi chiamo Luca. Il mio motto è:
“Salvare il salvabile per ricordare il sacrificio dei nostri avi”

di Luca Acito

Sono un infermiere per professione e un instancabile collezionista per diletto. Ero un ragazzino quando ho cominciato a raccogliere oggetti di arte povera e di pregio inerenti la storia della nostra terra e le nostre radici; posso quindi affermare di essere un collezionista di lungo corso: oltre quarant’anni di onorata carriera. Ho iniziato salvando gli oggetti che i miei nonni e gli anziani della zona in cui vivo, Casamassima provincia di Bari che non utilizzavano più: chiavi antiche, lucerne, piatti, giocattoli, tutte cose destinate a morire, ad essere gettate nei cassonetti dell’immondizia, e ho continuato allargando il mio giro fino a comprendere l’intero Paese.


Sono sempre in giro a rovistare nei mercatini delle pulci, negli scantinati tra polvere e topi… Ma non mi limito a questo, non mi dedico solo all’accumulo: di ogni oggetto che recupero cerco di ricostruire la storia. In questi anni mi sono impegnato in ricerche di carattere etnografico ed etnologico, ho raccolto informazioni sul lavoro, la vita quotidiana, la tradizione, il folclore, l’emigrazione, l’evoluzione del costume e della tecnologia. Guidato dall’esperienza e dalle conoscenze acquisite negli anni, forte del racconto degli anziani e del confronto con altri collezionisti ed esperti, sono riuscito a riportare alla luce modi di vivere e usi dimenticati e a portarli alla conoscenza dei più attraverso piccole esposizioni tematiche che illustrano i materiali e ne raccontano la storia. Per anni la mia raccolta è stata visitata solo in occasioni di mostre temporanee, ed in attesa di aprire un museo (ho avuto solo promesse!) ho allestito mostre in Italia e all’estero, a Monaco di Baviera ad esempio. I miei oggetti sono stati ammirati in vari centri fieristici come il Bit di Milano, la Fiera del Levante e il Fortino a Bari; sono stati punto di attrazione presso mostre mercato tipo il Cultivar, che pubblicizza prodotti alimentari del territorio. Anche negli affollati centri commerciali, quelli dove la gente va a fare shopping e non si aspetta di trovare mostre culturali, le mie raccolte tematiche hanno fatto da catalizzatore interessando grandi e piccini; molti articoli su di me, come collezionista, sono apparsi in quotidiani e riviste: Gazzetta del Mezzogiorno, Repubblica…

Il sogno nel cassetto

La mia ricerca instancabile, nel tempo è diventata sempre più minuziosa, alimentata dalle personali risorse economiche impegnate. E ora, dopo tanto raccogliere, mi piacerebbe poter catalogare e dare forma editoriale ai miei 10.000 pezzi ed oltre, conservati al momento nei depositi. Magari, coinvolgendo organismi esterni interessati e attività produttive del luogo, ci riuscirò. Ma il mio sogno nel cassetto, il grande obiettivo, resta quello di riuscire ad allestire un museo-laboratorio suddiviso nei vari settori corrispondenti alle mie maggiori raccolte. Ho già belle e pronte alcune tematiche che ho avuto occasione di rendere visibili singolarmente in piccole mostre: La scuola di una volta, dall’Unità d’Italia al dopoguerra, composta di oggetti particolarmente belli e rari; Il bambino e il giocattolo dalla manovella all’i-pod, una mostra mirata a evidenziare l’evoluzione della proposta ludica per l’infanzia; L’emigrante, un’esposizione che racconta i sacrifici dei nostri nonni e descrive nel dettaglio un momento storico particolare; Omaggio alla donna, un percorso che prende in esame diverse sfaccettature legate al vecchio mondo del lavoro femminile: la tessitura, l’utilizzo dell’arcolaio, il ricamo a tombolo… Ed ancora, in questi anni ho raccolto materiale sufficiente per illustrare il lavoro del Fotografo di una volta, mettere in evidenza la storia della Ceramica popolare, e approfondire due tematiche a cui tengo molto: la Civiltà contadina e gli Antichi mestieri. Il ciabattino, il fabbro, il maniscalco, il sellaio, il pietraio, il ramaio, sono solo alcuni dei lavori di una volta che si possono raccontare attraverso la visione degli oggetti d’uso in mio possesso, come pure è possibile descrivere con altrettante suppellettili il ciclo del vino, dell’olio, del grano…

Quando è stato possibile, con l’aiuto delle aziende settoriali e degli amici dell’Associazione Culturale “Terra Di Puglia Nel Mondo”, di cui sono presidente, ho avuto modo di far vedere realmente le fasi di lavorazione e produzione, grazie alla presenza di signore che dal vivo: ricamavano, tessevano, lavoravano il grano, producevano formaggi, marmellate, pane, focacce… Come ho già scritto, il mio motto è: “Salvare il salvabile per ricordare il sacrificio dei nostri avi”. Adesso, però, la cosa si è fatta ardua. Sostenere le spese che comporta conservare una collezione così imponente in luoghi adatti, è quasi impossibile. E per di più, i miei figli non condividono la mia passione. Con grande dispiacere, sto pensando di tenere per me solo le poche cose che non venderei mai, e di cedere, invece, gran parte della mia raccolta a collezionisti interessati o a imprenditori che certamente potrebbero allestire degli interessanti spazi museali. Questo, sempre che non avvenga il miracolo. È difficile, lo so. Ma io ci spero.


acito-fotoIl “vero” collezionista

«Il collezionista, per me, è colui che farebbe di tutto per un oggetto che serve a completare la sua raccolta. Io ho fatto anche 400 Km per andare a prendere un oggettino da 5 euro, e potrei rinunciare anche alle vacanze per potermi concedere un oggetto costoso. A volte pago pochissimo cose meravigliose; altre volte, invece, mi lascio prendere dal desiderio e spendo più del dovuto. Sono fatto così, purtroppo!»


Per allestire mostre
o cedere le mie raccolte,
contattatemi: Luca Acito
luaci63@libero.it

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