Bianche emozioni olimpiche
Rientrano nel Programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 due mostre che vedono coinvolti il Museo Nazionale Collezione Salce a Treviso, e il Museo Nazionale di Palazzo Besta a Teglio in Valtellina.
Un unico racconto in due capitoli unisce idealmente Veneto e Lombardia
Da un concept di Sergio Campagnolo, professionista nella comunicazione culturale, in occasione delle Olimpiadi Invernali 2026 due mostre raccontano la storia degli sport invernali dalle prime pionieristiche esperienze all’affermarsi del turismo sportivo che ha portato profondi cambiamenti nella vita quotidiana degli abitanti dei luoghi così come nel paesaggio montano.
Inserite entrambe nel Programma dell’Olimpiade Culturale in occasione di Milano Cortina 2026, le due esposizioni allestite nelle loro rispettive sedi: il Museo Salce e Palazzo Besta, affrontano in modo originale la storia del costume e dell’economia che ha girato e gira intorno a un settore sportivo molto amato dal grande pubblico.
“UN MAGICO INVERNO”
Già da novembre scorso il Museo Nazionale Collezione Salce accoglie nelle sue sedi di Santa Margherita e San Gaetano la mostra “UN MAGICO INVERNO. Bianche emozioni dalla Collezione Salce” che rimarrà visibile fino al 29 marzo 2026.
L’esposizione dà conto della rivoluzione sociale che nel corso del Novecento ha trasformato le comunità montane da zone povere ed isolate, soprattutto in inverno, a luoghi accoglienti di villeggiatura e sport.
“Il Museo Salce – afferma la curatrice della mostra Elisabetta Pasqualin, Direttrice del Museo nazionale Collezione Salce – apre le porte ad una mostra che vuole raccontare l’inverno sotto ogni suo aspetto, duro e difficile quando la natura era matrigna, emozionante e divertente quando gli sport invernali si scoprono risorsa importante. A coronare il racconto ovviamente non possono mancare i manifesti della collezione, dai quali parte il filo rosso che lega la straordinarietà del racconto della montagna e dei Giochi Olimpici Cortina 1956 alle emozioni di quelli di Milano Cortina 2026“.
Come è noto, infatti, il Museo Salce vanta la più importante collezione italiana di manifesti storici e In mostra se possono ammirare alcuni fino ad oggi mai proposti al pubblico mentre una sezione particolare è dedicata ai “Film di Natale”, produzioni molto popolari, i cui manifesti sono spesso firmati dal più grande cartellonista italiano, Renato Casaro. Ma la mostra non propone solo poster d’epoca: nella sede del San Gaetano si potranno ammirare anche i manifesti olimpici vincitori del bando promosso dal Ministero della Cultura riservato ai giovani.
Accompagnano i bellissimi manifesti della Collezione Salce, documenti video, cimeli, scarponi e attrezzi sportivi, materiali e documenti storici che raccontano l’evoluzione della montagna veneta e bellunese.
Un interessante approfondimento dà conto della nascita dell’industria dello scarpone, eccellenza mondiale nel trevigiano, testimoniata dai prestiti del Museo della Emigrazione di Belluno e del Museo dello scarpone e della calzatura sportiva Fondazione Sportsystem di Montebelluna. Tra i “reperti” di quest’ultimo, scarponi e materiali ideati e creati dalle maestranze delle aziende montebellunesi indossati dai più grandi campioni. Lo scarpone firmato dal grande Alberto Tomba – mitico protagonista della Valanga Azzurra – e le foto del momento della firma, non mancheranno di esaltare i fan dello sci alpino in visita alla mostra.
La torcia olimpica di Cortina 1956 posta sull’abside della chiesa di Santa Margherita, introduce e focalizza la sezione che la grande mostra trevigiana riserva alla rievocazione delle Olimpiadi cortinesi del dopoguerra. Proprio l’edizione del 1956 – VII Giochi Olimpici invernali per la prima volta in Italia – accompagnò l’inizio della ripresa materiale e morale degli italiani dopo una durissima Guerra, rimanendo nel ricordo dei più anche per le sue peculiari prime volte. Come racconta Massimo Spampani giornalista e scrittore ampezzano: per la prima, vota il giuramento degli atleti venne affidato ad una donna, la sciatrice Giuliana Minuzzo; per la prima volta le Olimpiadi vennero trasmesse in diretta europea dalla televisione, e per la prima volta, infine, l’Unione Sovietica prese parte ai Giochi invernali pur nel pieno della Guerra Fredda.
Infine, dà lustro all’evento trevigiano l’emozionante l’esposizione dedicata a Marco Balich, regista e Direttore artistico veneziano noto per le sue creazioni multimediali realizzate in occasione di Olimpiadi e Paralimpiadi; i visitatori potranno ammirare le grandi immagini delle cerimonie olimpiche la cui ideazione e regia è stata affidate al grande creativo.
“VETTE. Storie di sport e montagne”
Il 28 gennaio 2026 apre al pubblico la seconda mostra che rientra nel programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026: “VETTE. Storie di sport e montagne”, visibile fino al 30 agosto al Palazzo Besta di Teglio, in provincia di Sondrio.

Curato da Rosario Maria Anzalone Direttore regionale Musei nazionali Lombardia, e da Silvia Anna Biagi Direttrice del Museo di Teglio, l’evento vede la collaborazione del Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino e del Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso. Allestita negli spazi rinascimentali di Palazzo Besta a Teglio, nel cuore della Valtellina, la mostra propone un percorso articolato tra interni ed esterni che mira a celebrare il rapporto tra montagna, sport invernali e cultura. «Un’iniziativa – afferma il direttore Anzalone – che mostra, qualora ce ne fosse bisogno, che i musei sono luoghi vivi, capaci di accogliere temi apparentemente lontani dalla loro matrice storico-artistica e di dialogare con pubblici diversi, ampliando la propria capacità di interpretare il presente».
La mostra VETTE, pensata come un grande viaggio nella storia degli sport invernali e delle trasformazioni delle valli alpine lombarde, racconta una realtà in perfetta sintonia con il carattere rinascimentale di Palazzo Besta: intreccia memoria, simboli e identità culturale, ma anche sfide e prospettive per il futuro.
Il percorso espositivo si raccoglie intorno a tre grandi nuclei tematici concepiti come punti di vista di una stessa narrazione.
La storia delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali
Dalla prima Olimpiade di Chamonix 1924 a Milano Cortina 2026, la sezione raccoglie cimeli, manifesti, torce olimpiche, attrezzature storiche, fotografie e documenti provenienti da importanti istituzioni nazionali e internazionali. In particolare un ruolo fondamentale in questa sezione lo svolgono i prestiti provenienti dalle collezioni del Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino dedicati all’edizione delle Olimpiadi di Torino 2006.
Uno sguardo al femminile
In sintonia con la storia del Palazzo e della famiglia Besta nella quale le donne hanno giocato ruoli decisivi, questo nucleo tematico dà spazio ai volti e alle vittorie delle più celebri atlete olimpiche e paralimpiche: storie di coraggio, talento e sfide che hanno ridefinito il ruolo della donne nello sport e nella società. Ma non solo. Accanto a cimeli e medaglie saranno esposti oggetti quotidiani e strumenti del lavoro femminile del secolo passato, evidenziando il cambiamento di prospettive e abitudini avvenuto nelle valli alpine negli ultimi 60 anni.
Lo sport e la montagna: tra grandi trasformazioni e incerte prospettive
La nascita e l’affermarsi degli sport invernali segnano anche il passaggio da una montagna contadina a una montagna moderna, turistica e sportiva. Attraverso materiali fotografici, oggetti etnografici e testimonianze locali, la sezione restituisce la metamorfosi della Valtellina e delle Alpi: dai paesaggi incontaminati alle infrastrutture sciistiche, offrendo spunti di riflessione e analisi anche sulla relazione tra uomo e ambiente, tra sviluppo e sostenibilità.
Il percorso espositivo si chiude nel giardino del suggestivo Palazzo Besta affacciato sulle Alpi Orobie, dove trova posto un’ installazione site-specific a cura di Michele Tavola, realizzata dagli artisti radicati in Valtellina e affermati a livello nazionale Luca Conca e Vincenzo Martegani.
Oltre al percorso espositivo, VETTE prevede un ricco public program: incontri con atleti olimpici e paralimpici, studiosi, giornalisti e scrittori di montagna.
Direzione regionale Musei nazionali Veneto
“UN MAGICO INVERNO. Bianche emozioni dalla Collezione Salce”
21 novembre 2025 – 29 marzo 2026
Museo nazionale Collezione Salce – Treviso
sedi espositive: Treviso, San Gaetano, via Carlo Alberto 31, Santa Margherita, via Reggimento Italia Libera 5
Orario: aperta solo nei giorni venerdì sabato e domenica 10.00 – 18.00
Direzione regionale Musei nazionali Lombardia
“VETTE. Storie di sport e montagne”
28 gennaio 2026 – 30 agosto 2026
Teglio (SO) – Palazzo Besta, via Fabio Besta 8
Orario: aperta da mercoledì a domenica 9.30 – 13.00 /14.00 – 16.30
Ufficio stampa Studio Esseci, Padova

